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giovedì, 05 febbraio 2009
 

A Milano in cercà di Identità

Questa piazza così piena mi lascia un vuoto che fa pena.
Inno alla pubblicità.
Stuprare il cuore alle città, renderle solo vanità, mi fa confondere.
Ma per fortuna ci sei tu ed è per questo che son qui.
E allora ha un senso anche Milano.

In realtà il mio soggiorno a Milano ha poco a che fare con la canzone dei La Crus, ma questa canzone mi è sempre piaciuta tantissimo.

Comunque sia, stavolta il mio soggiorno a Milano è stato più che piacevole nonostante la nebbia, la neve e il fango. Ci sono andata per partecipare a Identità Golose, il convegno di gastronomia organizzato da Paolo Marchi, in compagnia di amici/colleghi.

Tanti incontri piacevoli, gente che non vedevo da un po' di tempo, nuove conoscenze, colleghi e grandissimi cuochi. Sul palco, i più importanti nomi della cucina internazionale (dal brasiliano Alex Atala al milanese Carlo Cracco, passando per Ferran Adrià, i fratelli Roca, Mauro Uliassi, Massimiliano Alajmo, Niko Romito...)presentavano le loro ricette ma soprattutto le loro idee, sul tema delle verdure in cucina: non semplici "side dishes", piatti di contorno, ma protagoniste assolute o degne comprimarie di ricette spesso originali, legate al richiamo ancestrale della terra: non solo carote e melanzane ma anche muschi, radici, bulbi, fiori.

E poi i giovani, lo zafferano, le Marche, le grandi famiglie della cucina italiana, il cioccolato, i gelati "alternativi"... Per non parlare dei salumi dell'Antica Corte Pallavicina, dell'uovo di Paolo Parisi montato con un goccio di Marsala e basta, delle ostriche, del pane burro e alici fatto girare in sala da Uliassi e i suoi, delo strepitoso salmone e delle sardine offerteci allo stand di Longino&Cardenal...

E naturalmente c'è il FuoriSalone, ossia la nostra milano come ce la siamo goduta per quel poco che abbiamo passato fuori dal MCC.

Sabato sera, grande cena da Aimo e Nadia, due nomi storici della ristorazione milanese e italiana. Lei rintanata in cucina (è uscita solo a fine serata con la figlia Stefania a salutare Josean Martínez Alija, anche lui a cena lì), Aimo in sala a raccontare del grano arso con cui fa i panini da pucciare nell'olio toscano, che quasi nessuno usa più, dei taralli e dei masrhmallows alla liquirizia che fa lui, e a citare frasi di grandi cuochi o scrittori che lui "ha fatto sue". Comunque sia, un grande, e lo si vede dai piatti che arrivano in sala: buonissima (mi dicono, il mio Filetto di baccalà marinato al miele d’edera, passito di Pantelleria e coriandolo, su panzanella di verdure di stagione non mi ha sconvolto) la tartare di fassona e culatello, strepitoso il consommé di gallina di Morozzo con tortelli di squacquerone e prosciutto affumicato, assolutamente fantastica la zuppa etrusca a base di verdure e legumi, sublime gioco di sapori antichi, consistenze perfette, semplicità e genio. Ottimo anche l'agnello della Val Bisalta: lombata farcita al carvi e caffè, animelle croccanti profumate alle erbe. Ho scelto bene anche il dessert, la zuppetta di mandarini con tortino di formaggio di capra, delicato e buonissimo.

Domenica sera, cena al Pont de Fer: localino sui Naviglia travestito da osteria (tavoli in legno, ambiente rustico) dove Matias Perdomo propone ottimi piatti ispirati senza falsi pudori alle creazioni di altri cuochi:  "La cucina è a favore dello spionaggio gastronomico", c'è scritto sul menu.  Abbiamo proviamo la Vellutata di zucca coi propri semi caramellati, tartare di gamberoni rossi e ombrina di mare spadellata (a me è piaciuta, forse un po' squilibrata sul dolce), le Animelle croccanti servite con la crema di castagne e polvere di caffè (buone), il divertente e coloratissimo Piatto Vegetariano (una tavolozza di foglie e radici) e il tenerissimo Brasato con pinoli, prima di concederci un dessert in due, la tarte tatin con sorpresa, "alla maniera di Jordi Roca": una mela di zucchero (realizzata con la tecnica che il pasticciere catalano ha presentato a Identità Golose, in cui la pasta di zucchero e isomalto colorata viene soffiata come un vetro di murano) ripiena di crema di mela, servita con una salsa di caramello e il gelato di pastafrolla. Non esattamente quello che ti aspetteresti da una tatin, ma davvero buona!

Lunedì sera, grande apertitivo sui Navigli al Rita&Cocktails: cocktail fantastici con ingredienti "veri" (niente polverine, succhi e cose varie) e - al posto dell'immancabile buffet pantagruelico dell'happy hour - crudità di verdure, cetriolini sott'aceto, pizzette buonissime e golosi assaggini proposti random, dal prosciutto affumicato alla zuppetta di fagioli con salsiccia. Dopo cena da PorcaVacca!, una sorta di bisteccheria rivisitata in chiave moderna e trendy. Poi, dopo due notti ospite di un'amica di un'amica di un'amica (!), me ne vado a dormire all'Hotel Atena, un piccolo alberghetto in viale Piave più che dignitoso, gestito da un simpatico ragazzo cilentano.

Martedì mattina, tarda colazione (un po' deludente) al Caffè Trussardi, un veloce salto a Identità Golose per gli ultimi saluti e qualche foto a Quique Dacosta, poi una passeggiata a Sesto a trovare il piccolo Lorenzo e di corsa in stazione. Si torna a Roma, dove ci aspetta una cena Tex-Mex... aiutooooooo!!!!!

postato da elianto alle ore 10:35 | permalink | commenti