troppobuono

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venerdì, 28 ottobre 2005
 

Mentre scrivo, con Radiorock in sottofondo (ormai ci sono le repliche), dopo una giornata impegnativa e la mia lezione settimanale di Tai Chi Chuan, la Cuggina accanto a me sorseggia la sua broda (io ho gia' preso uno yoga tea al limone e zenzero) e nel forno cuoce il castagnaccio, che porter'o' domani sera alla cena con le mie ex colleghe d'universita', due delle quali sono in dolce attesa!
Non avevo mai fatto il castagnaccio, ma ho seguito le semplicissime indicazioni sulla busta della farina di castagne bio, e dall'odore il risultato non sembra affatto male...

CASTAGNACCIO

mescolare 300 g di farina di castagne con tre cucchiai di olio, 4 tazze di acqua (non so che tazze usino loro ma io ne ho messe tre scarse ed erano anche troppe), pinoli, rosmarino, 1/2 tazza di uvetta ammorbidita in acqua, sale.
Formare un impasto morbido, versare in una teglia unta fino a una altezza di 2-3 cm e cuocere in forno a 220 gradi per 45 minuti.

postato da elianto alle ore 00:58 | permalink | commenti (2)
 
BANANA BREAD bananabreadBANANA BREAD dalla ricetta di Annalisa Barbagli, con l'aggiunta di un pizzico di cannella, per una dolce pausa in una domenica di studio
postato da elianto alle ore 00:52 | permalink | commenti (1)
 

Una cena, qualche sera fa...

Menu:
gorgonzola e Pecorino di Pienza con Miele al peperoncino Mielaro'
zuppa di patate e verza al cumino
hoummus+bio nachos
pane al sesamo

Si beve: Montepulciano d'Abruzzo Marina Cvetic

postato da elianto alle ore 00:50 | permalink | commenti (2)

lunedì, 24 ottobre 2005
 

"Una cena strordinaria"

This is La Pergola

Ero sempre stata convinta che non sarei mai andata a cena alla Pergola, il ristorante dell'hotel cavalieri Hilton di Roma.

Troppo caro per i miei gusti, un tipo di cucina che non mi attira più di tanto, servizio ingesato, i miei pregiudizi - mi rendo conto, un po' duri a morire - sul poco fascino dei ristoranti d'albergo...

Invece, mi si è presentata l'occasione grazie alla passione per il mangiare bene e "bello" dei miei zii, e così venerdì sera sono stata a cena alla Pergola e ho potuto finalmente assaggiare la cucina di Heinz Beck "dal vivo".

Prima di raccontarvi quello che ho mangiato, alcune considerazioni sulla serata e sul posto.

Prima di tutto, panico, cosa mi metto???
Si tratta del ristorante più chic di Roma, non posso certo fare brutta figura....mmm... meglio un classico tailleur o il vestitino nero...e i gioielli, per una volta tanto posso sfoggiare qualcosa di diverso dei miei monili etnici... ma dovrò andare dal parrucchiere??

Alla fine, direi che - scarpe a parte - col mio vestitino nero e le gioie di famiglia ero all'altezza, ma mi ero fatta anche troppi problemi: ai tavoli c'era un po' di tutto, dai troioni scosciati con accompagnatore settantenne alle signore straniere in similituta da ginnastica... le mie commensali invece erano tutte molto eleganti e raffinate anche se sobrie... la classe non è acqua!

Io arrivo un po' in anticipo, visto che sono partita da casa un'ora prima per evitare il traffico e tenere a bada la mia ansia che di fronte ai tragitti sconosciuti cresce a dismisura (un grazie di cuore a gatto che mi ha fatto da navigatore a distanza!!).
Perdo un po' di tempo per il parcheggio, e faccio abilmente acdere il cellulare sotto la amcchina così mi ci vogliono altri dieci minuti (e un'unghia rotta) per recuperarlo, ma niente da fare sono ancora in anticipo...

Mi decido ed entro, sprezzante del pericolo e dell'orda di turisti tedeschi in uscita dall'hotel, che quasi mi sommerge....

La hall è abbastanza kitsch, tra frecce dorate, fiori e stucchi, e il soffitto in legno stile vagamente antico Egitto... il ristorante, all'ultimo piano (in estate si cena in terrazza con una vista a dir poco mozzafiato su tutta, e dico tutta, Roma...) è elegante e raffinato anche se un po'.... insomma... alberghiero!

Timidamente chiedo alla hostess all'ingresso del mio tavolo e visto che sono la prima, mi fanno accomodare ad un divano all'ingresso, così ho anche modo di assistere ad una scena che mi è stata più volte raccontata: a chi si presenti senza giacca, ne viene gentilmente prestata una "d'ordinanza", con effetti spesso di peggior gusto che un bel maglione griffato... comunque... ne approfitto anche per andare alla toilette, più che altro per mandare un sms (quello per cui mi era caduto il cellulare!! dopo tutta sta fatica, dovevo proprio rispondere....) e per dare un'occhiata: si, non c'è che dire, la Pergola ha dei bei bagni!

I miei ospiti (nel senso che mi avevano invitato loro, of course) arrivano e dopo i saluti ci sediamo, in una sala nuova di zecca, al nostro tavolo da 9, dove a dir la verità stiamo un po' strettini: tra piattini del pane, menu, bicchieri e i diversi piattini (i liquidi  a destra, i "solidi" a sinistra) mangiare non è sempre agevole, ma le poltroncine sono supercomode - anche se non ci sono i poggiaborse...e qui qualcuno potrebbe lamentarsi!

Saremo accolti dal bravissimo Maitre Umberto Giraudo, molto simpatico e gentile, e per tutta la serata saremo serviti da diversi camerieri tutti abbastanza giovani. Servizio molto professionale anche se non ingessato e con il fiato sul collo, come temevo, anche se alcune cose, lo confesso, mi hanno lasciato un po' stupita, a cominciare dal sommelier che non mi sembra avesse molta voglia di consigliare nè di illustrare alcunchè, fino al servizio dei pani e dei formaggi: dal cestino del pane si poteva scegliere tra più tipi (di cui nessuno tra quelli provati era eccezionale) ma riuscire a scoprire di che tipo fossero non era facilissimo, e c'erano anche alcuni grissini che però sembravano un po' "buttati lì", e non ho avuto il coraggio di chiederli: allora ho scelto il pane semplice ma poichè non era un granchè avrei voluto assaggiarne degli altri... solo che poichè avevo nel piattino mezzo panino ancora, non mi è stato più chiesto se volessi del pane fino al formaggio (che è stato comunque servito con dell'ottimo pane apposito con uvette e nocciole, una libidine e un attentato per la linea...).

I formaggi poi ci vengono serviti dal carrello, anche qui un po' svogliatamente, senza dare nessuna descrizione delle caratteristiche dei formaggi e  a volta senza nemmeno illustrarne il nome... mah?? Resterò sempre con il dubbio: quello che hanno servito a mia zia al posto del gorgonzola, era davvero Piacentino o no?

Comunque, non c'è che dire, una serata "straordinaria" per il cibo (ho decisamente rivalutato la cucina di Heinz Beck), l'ambiente e soprattutto per la compagnia scoppiettante... in barba all'etichetta!


Ecco il menu, che era già stato concordato:

* benvenuto: variazione di pomodoro con pomodorino ripieno, mozzarellina fritta con acqua di pomodoro, terrina di podoro con gambero e un'altra cosa che purtroppo non ricordo... accanto, in un bicchiere, del succo di pomodoro con asparagi e parmigiano; tutti molto buoni.
Certo però evidentemente la stagionalità non dev'essere una priorità, per lo chef...

- carpaccio di scampi su gelatina di lime con papaya, caviale e granita di Tequila: si tratta del piatto che lo chef ha presentato alla cena delle Tre Forchette, ed è veramente ottimo: gli scampi si fondono con la gelatina, il caviale da sapidità, la granita servita a parte nel cucchiaio dà freschezza e "grinta"... solo la papaya "scompariva" un po', ma erano buonissime anche le chips di patate viola di guarnizione!

- tortellini verdi ai frutti di mare: piatto "semplicissimo" ma di un'intensità di sapori sconvolgente, davvero.

- filetto di cernia in crosta di liquirizia su salsa di peperoni e dragoncello: ottima la salsa, così come la crosta di liquirizia, anchese così il pesce finiva per essere l'elemento più debole del piatto.

- Insalata di rombo e arance con erbette aromatiche: semplicemente eccezionale: un piatto fresco, leggero, saporitissimo.... ma il vero "plus" del piatto era la "polpetta" (da noi soprannominata "palletta") di rombo, con un interno liquido di succo d'arancia che "scoppiava" letteralmente in bocca.... ne avremmo volute altre 10 a testa, e i miei commensali non hanno esitato a chiederle... anche se non è stato possibile accontentarci (immagino la faccia dello chef in cucina...!!)

- Filetto di vitello ripieno ai funghi: il piatto più debole della serata; a parte che doveva essere capriolo con castagne (slurppp!) ed è stato sostituito (ovviamente ne siamo stati avvisati), per cui tutti pergustavamo già il capriolo... la carne era tenerissima e buona, ma i funghi e gli spinaci  di accompagnamento non avevano un grande sapore, insomma passatemi il termine ma mi è sembrato un piatto un po' "alberghiero"... Ottimo, però, il brodo di carne al rosmarino servito a parte, davvero straordinario.

- selezione di formaggi dal carrello: io ho assaggiato il Blu del Moncenisio, una toma, un pecorino e un taleggio... serviti con due pani eccezionali, di cui uno impastato con noci e uvette, molto ricco...
peccato solo che i formaggi non ci sono stati illustrati (tranne il Blu) , e ad un commensale che non gradiva gli erborinati è stato servito del "pecorino con zafferano e grani di pepe nero" che a me sembrava proprio il Piacentino (non l'ho assaggiato però); se così fosse non vedo perchè non chiamarlo col proprio nome, magari specificando che si tratta di un formaggio siciliano..ectetc...


abbiamo chiuso con la straordinaria piccola pasticceria nella "cassettiera" (una libidine aprire i casettini e scoprire cosa ci aspettava: su tutti, le paste di mandorla, i cannoli e il cestino di frolla al tiramisù), la pralineria finale con il caffè e il

- Gran dessert: soufflè alle mandorle (buono e delicato), "barchetta" di lamponi gratinati con la crema, sorbetto di pistacchio con granita alle mandorle (mi pare, scusate ma a quel punto ero pienissima e un po' offuscata dall'alcol ;-) ), cannolo di cioccolato ripieno di crema al cioccolato con salsa di cioccolato e frutti di bosco, una buonissima crema al frutto della passione con panna (troppa, ma buona)

in conclusione, decisamente una serata "straordinaria" (era anche il "titolo" del menu, legato all'occasione del festeggiamento): la cucina di Heinz Beck - che poi è passato a tutti i tavoli ed è stato davvero gentilissimo - mi ha convinto  più di quanto mi aspettassi, soprattutto per la nettezza e la "pulizia" dei sapori, e in un paio di casi almeno mi ha decisamente "stupito" (le "pallette" di rombo resteranno nella mia personale storia gastronomica...)

La
Pergola dell'Hotel Hilton
Via Cadlolo, 101
Rome
00136

+39 0635091

postato da elianto alle ore 14:03 | permalink | commenti (19)

venerdì, 21 ottobre 2005
 

LA VENDETTA DEL TONNO IN BUSTA

Sono appena stata aggredita da una busta di tonno Riomare, quello in cubetti già tagliati, mentre cercavo di aprirla per versare il tonno nella mia insalata scondita: mi ha scizzato addosso la deliziosa acquetta come se volesse sputarmi in faccia tutto il suo disprezzo.

Cubetti di tonno al naturale. Una novità straordinaria per rendere i tuoi piatti originali e sfiziosi, ideale per arricchire insalate, insalate di riso, pasta fredda, per stuzzichini e aperitivi. Ogni piatto un successo assicurato!

il tutto, al modico prezzo di circa 2 euro per 112 grammi di prodotto sgocciolato (addosso a me)

Bene, questo è quello che mi merito!!!

postato da elianto alle ore 13:11 | permalink | commenti (7)

giovedì, 13 ottobre 2005
 

Non sono in fase creativa, quindi riporto un po' di notizie interessanti. Questa, per esempio, la trovate sul numero di Ottobre del Gambero Rosso, in edicola, all'interno di un servizio sui vini "minori" del Rodano:

Domaine Viret. I pasdaran della “cosmocultura”
La famiglia Viret è senza dubbio l’esempio più radicale di cosa sta accadendo nel Rodano meridionale per quanto riguarda
il modo di fare ed intendere il vino.
50 ettari
, di cui 30 di vigne, per la maggior parte grenache di più di 50 anni e con un vigneto più che centenario.
Il padre Alain abbandona i pesticidi nel 1985, poi i diserbanti e via via tutti i prodotti chimici; oggi utilizza solo pochissimo zolfo.
«Non sono contro le industrie chimiche. Dico solo che anche loro devono riconvertire la loro produzione. Non devono più fare delle medicine bensì realizzare oligoelementi e prodotti a base di piante».
Nel 1999 viene finalmente costruita la cantina basandosi sullo studio del magnetismo terrestre e delle direttrici elettriche e trovando, in una zona così povera d’acqua, una fonte a 35 metri di profondità.
«L’asse è dato dalla fonte, mentre tutta la struttura è tracciata sulla base di cerchi regolati dalla proporzione del “taglio aureo”; i blocchi di pietra utilizzati, che vanno dalle 3 alle 6 tonnellate l’uno, sono stati riposizionati secondo lo stesso orientamento magnetico che avevano nella cava. Qui tutto è realizzato per gravità. Macerazione naturale per circa due mesi, poi niente lieviti o enzimi, a volte ci vogliono due anni per terminare la fermentazione».
Ma quello che conta per Philippe è la terra:
«Ogni territorio ha un equilibrio, legato alla sua energia; è la “cosmocultura”. Più che di biodinamica noi qui parliamo di energia emotiva; il vino proviene da un rispetto della natura e della terra, è la memoria del vignaiolo. È importante creare un ambiente armonico per il vino».
Settari? L’approccio ci sembra piuttosto laico: «Io non dico che gli altri viticoltori “devono” lavorare così; noi lavoriamo così, poi ognuno ha la sua sensibilità e il suo modo di lavorare» sottolinea Philippe.
Da notare, comunque, che ormai sono diversi i produttori della zona che, visti i risultati, vengono dai Viret per
capire ed imparare a produrre come loro.

postato da elianto alle ore 13:43 | permalink | commenti (6)
 

 Questa mi sembra una notizia interessante:

Milano, martedì 11 ottobre 2005 - In occasione dell'uscita della nuova edizione del Sabatini Coletti, dizionario attento ai cambiamenti della lingua italiana, Rizzoli Larousse, con il contributo degli autori del dizionario e di alcuni esperti del mondo della cultura italiana, indaga gli ambiti di arricchimento della lingua. Protagonisti dell'incontro sono la lingua e la gola e, più in particolare, le evoluzioni del linguaggio enogastronomico in Italia dal Dopoguerra ad oggi. (in allegato comunicato ed invito)

 

Philippe Daverio, Francesco Sabatini e Vittorio Coletti, autori del Dizionario di italiano Rizzoli Larousse, e Alberto Capatti, rettore dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, condurranno il pubblico in un viaggio alla scoperta della lingua italiana a tavola (uno degli ambiti più ricchi e vivi della nostra cultura) ed esamineranno alcuni tra i principali passaggi di questa trasformazione:

 

-       la dominanza del francese come lingua madre della nouvelle cousine (omelette);

 

-       l’invasione dei regionalismi a tavola nel passaggio dal locale al globale (es: mozzarella, cannolo, trenette tutte parole entrate nel dizionario dopo il 1950)

 

-       la diffusione dell’italiano gastronomico all’estero, con effetti curiosi e sconcertanti come dimostra la ricerca recentemente pubblicata  dal Sunday Telegraph in Inghilterra, secondo cui la maggioranza dei sudditi di sua maestà ritiene che la lasagna sia un piatto tradizionale inglese!

 

 

postato da elianto alle ore 13:36 | permalink | commenti

mercoledì, 12 ottobre 2005
 

Eccomi qui, di nuovo di buon'ora alla Città del gusto, per la seconda giornata di interviste e incontri con gli chef.
Questa volta, dopo la sfilata delle Tre Forchette di ieri, sfileranno sul palco alcuni dei migliori "giovani" (vabbè qualcuno c'ha pure 40 anni ma l'importante è essere giovani dentro...) cuochi su tutto il territorio nazionale: dal mio preferito (vabbè, diciamo il preferito dopo l'Imperatore..) Anthony Genovese, fino al sardo Roberto Petza, passando da Davide Palluda di Canale (che diciamola tutta non è nemmeno sgradevole da guardare...!).
Quello che mi incuriosisce di più, probabilmente, è Paolo Lopriore, che al Canto della Certosa di Maggiano propone una cucina davvero interessante....dovrei proprio andare a provare!!

Intanto, vi racconto quello che mi ha più entusiasmato ieri, oltre allo show di Vissani e alla verve di Uliassi.
Prima di tutto l'Uovo di Cracco, un vero e proprio novello Uovo di Colombo, ovvero come fare la pasta non all'uovo ma...di uovo!!
i tuorli vengono fatti marinare in un mix di sale affumicato, zucchero e purea di fagioli, che permette di conservare la rotondità e il colore originari...dopo circa tre ore e mezza, potrete stendere i tuorli, tra due fogli di carta forno, come se fosse una sfoglia di pasta da cui ricavare i formati desiderati... ma a me interessano soprattutto i possibili usi alternativi di questa geniale scoperta, che è la conferma di come le cucine dei ristoranti, con la genialità del singolo o il "brainstorming" di tante menti (e mani) possa portare davvero a grandi scoperte!

E poi... signore e signori, il Genio della cucina italiana, Davide Scabin, che gioca a fare l'antipatico e l'immodesto, che sa di essere geniale, che finalmente ha avuto le Tre Forchette, gande (e raro) esempio di Cuoco Pensante.
Ok, io non ho mai mangiato al suo Combal.0, ma non vedo l'ora di andarci per potervi raccontare lo spettacolo che questo signore mette in scena ogni sera nel suo locale...

postato da elianto alle ore 10:03 | permalink | commenti

martedì, 11 ottobre 2005
 

DIRE FARE... MANGIARE!!!

Sono alla Città del Gusto e sto seguendo in diretta Dire Fare Mangiare!! sono collegata grzie al wi-fi nel Teatro del gusto, e adesso è sul palco Uliassi, bellissimo, simpaticissimo e carico per le nuove Tre Forchette. Io era da tre anni che aspettavo questo riconoscimento, immagino lui!!!

Lo sta intervistando Marco Bolasco, e le risate nel pubblico si sprecano. Ma ci ha fatto riedre anche Vissani tra una barzelletta zozza e il "gossip" sul conto milionario del catering per il matrimonio Falchi-Ricucci. Serissimo, invece, Cracco prima di loro, che ha presentato una ricetta davvero strabiliante, con un bel trucchetto... ve ne parlerò poi con calma e,,, ne parlerò anche al'imperatore!!!

postato da elianto alle ore 12:23 | permalink | commenti (5)

mercoledì, 05 ottobre 2005
 
LA PROVA DEL CUOCO
Domani a mezzogiorno, l'Imperatore sara' alla Prova del Cuoco!!!!! 
Confesso di non aver mai visto nemmeno mezzo minuto di questo programma (primo perche' a quell'ora c'ho da fare, secondo perche' non guardo la TV!) ma ovviamente domani saro' incollata allo schermo... mi raccomando, a mezzogiorno tutti sintonizzati su RaiUno: guardate, ammirate e ... VOTATE!!!!
postato da elianto alle ore 16:51 | permalink | commenti