troppobuono

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giovedì, 25 agosto 2005
 

Eccomi tornata nella quiete agostana della Capitale, un'atmosfera magica che purtroppo lunedi svanira'.

Quest'anno le vacanze, trascorse in compagnia dell'Imperatore finalmente lontano dallo stress lavorativo, sono state lunghe e ricche di assaggi e incontri molto interessanti.

Sono ancora indecisa su dove raccontarverle, ma nel frattempo vi do' qualche flash sui ristoranti visitati e sulle esperienze più' nettamente da "troppobuono".

La vacanza inzia a Napoli, con la prima di una lunga serie di ottime brioche, un bel giro a piedi lungo tutta via Posillipo. La sosta per il pranzo e' da Cibi Cotti, una specie di trattoria all'interno del mercato coperto di Mergellina consigliatomi dalla MAV: pochi tavoli, ambiente che piu' "minimale" non si puo', ma ottima cucina casalinga e prezzi ridicoli! Assaggiamo delle patate, un polipetto alla luciana e dei totani con il pomodorino, piu' mezzo sfilatino di buon pane. Il conto e' di 9 euro, calcolato in lire e poi "tradotto'! Davvero un posto da ricordarsi!

La sera, una bella pizza con la MAV non ce la leva nessuno: purtroppo molti sono chiusi e ripieghiamo su Mattozzi a via Filangieri, che si rivela comunque una buona scelta soprattutto per la "montanara", pizza fritta ripiena presa come antipasto!

Il giorno dopo ci aspetta una visita a Positano dall'amico Vincenzo, che ci fa "abbuffare" nel vero senso della parola, e ci lascia davvero piacevolmente sorpresi per la qualita' della cucina del suo ristorante "Da Vincenzo".
Tra gli assaggi
 (talmente tanti che ne dimentichero' qualcuno): panzerotti fritti, parmigiana di zucchine, triglie fritte, calamaro ripieno (buonissimo!!!) e... oddio ho perso il conto! Poi si comincia con i primi: ottimi spaghetti con le vongole per l'Imperatore e paccheri di Gragnano con pesce spada e "friarielli" (peperoncini verdi dolci) per me.
Poi assaggiamo anche gli spaghetti con i totani, gli scialatielli con le zucchine e forse anche qualcos'altro... non contenti, rifiutiamo la proposta del peperone ripieno (!) ma cediamo al padre di Vincenzo che ci porta qualche altro pesciolino fritto!!! E che fai, non assaggi i dolci!?!??! E vai con la pastiera! Il tutto con una buonissima Falanghina di Alois.

Una volta arrivati a Ischia ci diamo qualche giorno di tregua "salutistica" (si fa per dire) prima di andare da Umberto a Mare: il carinissimo giovane cameriere ci ha riservato il tavolo piu' bello, a picco sul mare: peccat che l'Imperatore soffra di vertigini!
Ma ecco la cena: niente benvenuto ma ottimi antipasti: gamberoni imperiali e passata di ceci di Cicerale per me, gamberoni crudi con succo d'arancia e olio Particella 34 di Pianogrillo per l'Imperatore. Purtroppo la sera sara' gastronomica in discesa: i primi sono buoni ma non eccelsi (mezzi paccheri con totani, zubibbo e cannella per l'Imperatore, spaghetti Cocco (o cavalieri?) alla genovese di seppie per me.
I dolci invece ci stroncano uno stucchevole tortino di melanzana fritta e cioccolato per lui e Il segreto di Scilla per me: ricotta con pistacchi di Bronte e cialde croccanti al cacao.
Il conto non e' leggero, anche contanto il buon Sanct Valentin, ma la serata e' piacevole cosi' come la chiacchierata con lo chef.

Lasciato passare qualche altro giorno, andiamo ad assaggiare il coniglio di fosso alle Cantine Pietratorcia, che avevamo gia' visitato per assaggiare i vini.
Il "percorso coniglio" prevede: un assaggio di salumi (salame napoletano, lardo di Colonnata su crostino caldo) e formaggi (tra cui la buona caciotta di bufala di Casa Madaio) , poi le fettuccelle di Gerardo Di Nola con il sugo del coniglio, saporito ma leggero, e il coniglio stesso, saporitissimo, accompagnato dai friggitelli dell'orto, Il gentilissimo Vito Verde si intrattiene con noi e ci fa assaggiare anche qualche altro buon formaggio campano, per cui decliniamo l'offerta del dolce.
Per 35 euro a testa compresi vari assaggi dei vini della cantina, davvero un ottimo Q/P!!

La successiva esperienza sara' a Sapri, prima alla Taverna di Pitagora a Tortorella (trascurabile) e poi alla Locanda da Attilio, dove come ogni anno mangiamo buoni piatti di pesce a base di una materia prima davvero eccezionale, per concludere con la sosta a Nusco sulla via del ritorno alla Locanda di Bu, ma per questo e per il racconto delle cene"casalinghe" tutte di altissimo livello, dovrete aspettare ancora qualche giorno!

postato da elianto alle ore 21:39 | permalink | commenti (7)

venerdì, 19 agosto 2005
 

Vino-moglie, champagne-amante
Secondo un sondaggio su come gli italiani vedono i vini e le persone cui cui berli, con l'amante si brinda a champagne, simbolo di trasgressione.

Un buon rosso invece è per il proprio compagno di vita. Con il proprio compagno, marito o moglie, un bel vino rosso corposo. Ma con l'amante, va da sé, serve un bello champagne. Sono questi i risultati di un originale sondaggio del sito Winenews, in collaborazione con Vinitaly, le cui risposte hanno permesso di tracciare un profilo degli italiani come amatori e come bevitori. Il rosso denso e strutturato sarebbe il simbolo di un'unione consolidata e sicura, secondo il il 67% dei 1850 "enonauti" che hanno risposto. Sull'etichetta c'è da sbizzarrirsi: i più preferiscono il costoso Brunello di Montalcino (21%), altri il Barolo (18%) o l'Amarone (16%), altri ancora il Chianti classico (13%) e qualcuno cita il Nero d'Avola (8%). Ovviamente non tutti sono d'accordo, e qualcuno opta per un bianco o per un vino insolito e particolare. Con il proprio marito o con la propria moglie si brinda, in questo caso, con Ribolla gialla, Fiano di Avellino, Gewurtztraminer o Chardonnay made in Sicilia. I più riservano invece agli amori clandestini lo champagne francese, che con le sue bollicine solletica il palato rievoca la sensualità di un incontro rubato alla routine della vita quotidiana. Il Franciacorta compare anche tra le risposte, tra i vini riservati a questi incontri particolari, insieme agli spumanti d'autore del Trentino. Gli italiani si dimostrano dei veri intenditori sugli abbinamenti vino incontri d'amore quando propongono i passiti (14%), capaci di regalare intense emozioni, voluttuosi e sensuali come l'atmosfera che si vuole creare: un grande Sauternes, un Passito di Pantelleria, una Malvasia delle Lipari, un raro Picolit. Vini avvolgenti e coinvolgenti, ricchi di seduzione.
Insomma da quello che ci verrà offerto potremo capire molte cose!
(Fonte: Corriere della Sera via CarpetDiem.it)

postato da smeerch alle ore 11:42 | permalink | commenti (5)

lunedì, 15 agosto 2005
 

E mentre l'Italia e' in vacanza, a me tocca una settimana in viaggio di lavoro tra Chicago e New York. A parte la fretta, a New York mi hanno portato in un posto veramente degno di nota e cosi' mi permetto un posto sul Blog di Elianto, in mancanza soprattutto di updates recenti da parte sua.

Nel Lower East Side di Manhattan, tra mercatini cinesi pezzotti e small art rooms (dietro l'angolo c'e' anche la tea room di Moby, Teany, e il best cup cakes shop di tutta NY, Sugar Sweet Sunshine), c'e' un ristorante chiamato W~D 50 aperto dallo chef William Dufresne. E' aperto da due anni e se non avessi guardato il sito il pomeriggio non avrei mica riconosciuto l'ingresso! Non ci sono insegne infatti. L'interno e' minimal artistico, e piacevole.

Ci accoglie un Comsopolitan che e' ottimo e che sul mio stomaco vuoto ha un effetto lampo. Mi comincia a girare la testa ci sediamo e ci arriva il menu. Meno male che c'e' un cameriere bravissimo e molto simpatico a spiegarci come sono cucinati i piatti altrimenti a leggere le combinazioni, mmm si rimane parecchio perplessi!

Io comincio con una tartare di venison (speziata alla menta) accompagnata da edame ice cream (gelato alla soya). Era veramente ottimo, e avendo anche assaggiato la tartare dell'Imperatore, ero preparata per la carne cruda. I miei commensali scelgono una varieta'. Polipo con il pesto e le mandorle, fois gras arrostito e gli shrimp noodles, nel senso noodles fatti di gambero, preparato con un enzima...una cosa molto strana! Postero' la foto che abbiamo fatto...

Per i mains, di nuovo dobbiamo farli consigliare - tutto o quasi e' preparato con un procedimento particolare a meta' tra il sottovuoto bagnomaria e lo steam. Io scelgo il pesce, oggi e' cod, che e' accompagnato da salsa al peperone rosso e un pure di patate affumicato che era una cosa incredibile. Una collega sceglie il beef con bulbo affumicato e due invece optano per il lamb, accompagnato da consomme' alla mostarda a loro detta il best lamb che abbiano mai assaggiato!

Per i dessert ci buttiamo sulla varieta'. Io prendo forse il piu' scemo fragole 'locali' (a NY?) accompagnate da gelato al parmigiano (ma non e' che si sentisse troppo); una di noi prende il Parsnip cake, coconut cream cheese sorbet, carrot cream  (dice simile al dolce di carote), un'altra Caramelized banana, chocolate ice cream, licorice ma il primo premio, anche per presentazione, spetta al dolce al limone di Larry: Lemon curd, basil meringue, blackberry chutney .

Come vino un bianco che pero' non ricordo. Una serata molto piacevole, gran parte dovuta anche all'esperienza e la simpatia del cameriere, e in ogni caso al sapore degli abbinamenti che fa di WD 50 un posto davvero da ricordare!

postato da federilli alle ore 16:27 | permalink | commenti (2)

mercoledì, 03 agosto 2005
 

Ieri sera io e l'Imperatore siamo passati al Pizzarium per salutare Fermenti e Lisetta prima delle vacanze e li abbimo trovato, un po' per caso un po'  per appuntamento diversi amici e nuove conoscenze.

Ne abbiamo approfittato per dare un'occhiata (e non solo) all'incredibile selezione di birre di Gabriele: belghe, tedesche, cecoslovacche, trappiste, weissen... birre rarissime, pregiate ma soprattutto buonissime!
Noi abbiamo assaggiato una fresca Blanche de Namur, accompagnandola a "qualche" assaggio di pizza.
Io sono stata bravissima e mi sono limitata alla focaccia bianca e a un pezzetto con pomodorini e basilico, anche se devo dire che quella con fiori di zucca, menta e bagoss mi attirava un bel po'...

Dopo, per rinfrescarci le idee, ci siamo allungati alla Cremeria Aurelia: non c'era il gelato alla birra e fichi messo a punto dal patron Vinicio con Gabriele, ma abbiamo assaggiato: té verde e spezie (molto buono), mela mandorla e cannella (un po' troppo dolce), liquirizia, lavanda, una strepitosa crema che sembrava quella fatta da mia nonna con la scorzetta di limone, e poi ancora caffè (molto buono) e ancora crema, e susina (eccezionale!) pesca (così così) e albiccocca (buono!)

Insomma, vi lascio temporaneamente con i saluti estivi e un indirizzo da provare:

Cremeria Aurelia
via Aurelia, 398/C
tel. 06 6632499

postato da elianto alle ore 14:16 | permalink | commenti (3)

lunedì, 01 agosto 2005
 

Anche il mio ultimo week end è stato gastronomicamente molto interessante, anche se un pochino faticoso...

Venerdì mattina sono partita per Napoli, che - checchè ne possano dire metereologi e affini - vi giuro era la città più calda del mondo.
Mi sono trascinata grondando sudore nei pressi del Maschio Angioino per il mio primo impegno lavorativo della giornata: assaggiare la pizza di Micky - al secolo Michele Leo - allievo prediletto del grande Fermenti al suo Happyhour, in via Pisanelli 26 una piccola traversa proprio di fronte al castello: non c'è he dire, michele ha imparato bene la lezione di Gabriele!
Impasto a lunga lievitazione a temperatura ambiente nella cantina del locale, condimenti buonissimi e tanta simpatia: gli ingredienti ci sono tutti e io consiglio a chiunque si trovi a passare di qui di farci un salto.
Tra le pizze assaggiate (pezzeti, eh!!) quella con i fiori di zucca, speck e noci (è invernale ma me la voleva far provare), zucchine e gorgonzola, cipolle e alici (bbbuonaaaa), zucchine, pomodorini e origano, la pizza ripiena di pomodoro alici e pecorino.... insomma, una goduria!

Ahimè devo però abbandonare le vesti della giornalista gastronomica per assumere quelle "serie" della professoressa universitaria: mi tocca un pomeriggio di sfiancanti esami universitari tra studenti saputelli, studentesse con il perizoma in bella mostra e ignoranza calmorosa... meno male che salutare i colleghi è sempre un piacere e ogni tanto qualche guizzo d'intelligenza degli studenti (studentesse, di solito) tiene viva la speranza...

Ma la giornata non è finita, ho appuntamento al centro per prendere un aperitivo con gli "amici di Forum" Solarolo e Penelope, che finalmente conosco dopo messaggi pubblici e privati, sms e telefonate! Prendiamo un aperitivo "banale" da Cimmino e poi li saluto lasciandoli ad una  spero buona cena, mentre io finalmente raggiungo casa esausta.

Sabato mattina, mi aspetta la colazione con la Manu che mi fa tanto piacere rivedere per scambiarci regali, chiacchiere e pettegolezzi. Andiamo da Cimmino a Via Petrarca (non la Terrazza) e ho la conferma che il posto sia davvero pessimo, il peggiore dei tre indirizzi cittadini, sia per il servizio che la qualità.

Poi faccio un giretto al centro e approfitto dei saldi con un bel po' di shopping, anche se sono talmente sudata che quasi mi vergogno ad entrare nei negozidove, nonostante l'aria condizonalta, continuo a gocciolare: se non altro avrò perso un chilo di liquidi!

Prima di ripartire per Roma faccio una breve sosta da Kukai, il sushi bar vicino piazza Trieste e Trento du cui ultimamente ho sentito parlare spesso e bene. Non c'è che dire, il sushi è buono e i prezzi bassi anche se le porzioni sono un po' piccoline (scarse di riso più che di pesce) e il padrone di casa è davvero un bel po' caruccio: caro Imperatore, non t'arrabbiare, lo sai che quando lavoro devo essere imparziale.... ;-)

Cena leggera (aperitivo con stuzzichini, polpo in insalata con finocchi e arance per me  e prosciuttoe  fichi per lui) al Tribeca Cafè con l'Imperatore, che tanto resta sempre il migliore, in previsione della giornata di domenica: ci aspetta una sveglia mattutina per raggiungere la provincia di Benevento: andiamo a trovare l'amico dello chef Raffaele D'Addio al suo ristorante Il Foro dei Baroni a Puglianello.
In una spaziosa sala ricavata in un'antica casa padronale poco lontana dal castello (dove c'è il loro pub specializzato in birre belghe e bavaresi), mangiamo davvero benissimo:

dopo le pizzette fritte con Asprinio di Aversa, il delizioso benvenuto è del pan brioche farcito con guanciale e caciocavallo locale con un uovo di quaglia fritto, che mangiato in un sol boccone si scioglieva in bocca goduriosamente.

Poi, per me, i bocconi di coniglio avvolti nel guanciale con crema di cannellini e salsa di cipollina: davvero squisiti, a cominciare dalla carne, peccato un filino salata la crema visti gli altri ingredienti già belli saporiti. L'Imperatore prende le crocchette di piedini di maiale con funghi spadellati e insalatina di lingua e fagiolini all'agro: niente da fare, i piedini non fanno per me!

Proseguiamo con i ravioli di patate con ricotta affumicata con legno di castagno (squisita!!) e salsa di melanzane per me, e i cavati con ragù di pecora e rucola per l'Imperatore, piatto forse non propriamente estivo ma gustoso.

Poi dividiamo l'anatra alla Malvasia di Candia con mele annurche caramellate, il tutto accompagnato da due vini da vitigni autoctoni dell'Alois, un Pallagrello bianco e un Casavecchia rosso.

Arriviamo al dolce, a cui non rinuncio: parfait al caffè con gelato alla liquirizia e salsa al caramello per lui e la buonissima e fresca zuppa di melone con granita d'orzata e gelato ai lamponi per me: eccezionale!

Facciamo "4 chiacchiere" con lo chef, il fratello e il maitre Pasquale - di cui siamo gentilmente ospiti - e alle 18 e 30 riesco a cacciare in macchina l'Imperatore.

Nonostante la giornata di rientro, non troviamo tantissimo traffico: tra fermate varie, siamo a casa per le 22 e ci concediamo due fette di melone bianco.

E stamattina la bialncia segnava un chilo in meno!

postato da elianto alle ore 14:47 | permalink | commenti (3)