troppobuono

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lunedì, 25 luglio 2005
 

Sono reduce da un intenso week end lungo di bagordi, e dieta addio…. Dovro’ rimediare con una rigidissima astinenza, ma intanto vi racconto quello che ho fatto e assaggiato.

Inziamo giovedi’, con l’invito da parte di Ilaria alla sua cena pugliese in onore di Gatto: perfetta padrona di una bellissima casa, con tanto di colonna sonora jazz d’autore , la cuoca ci ha proposto un delizioso pure’ di fave con tanto di cicoria, delle ottime cozze gratinate, pomodorini sott’olio e poi il pezzo forte della serata: una strepitosa tiella di riso, patate e cozze!
A dir la verita’ io avevo estorto a Ilaria la promessa di un’insalatina dietetica, che in effetti abbiamo mangiato…pero’ non ho resistito e ho fatto anche qualche “assaggino”, concludendo con i bon bon della gelateria I Gracchi di viale Regina Margherita: un consiglio, lasciate stare quelli ai pinoli e butattevi su quelli ai pistacchi!

Venerdi’ mattina, sveglia presto per partire, direzione Bologna, in missione ufficiale (e, per la prima volta, rimborsata!). Arrivo a Bologna giusto in tempo per un caffe’ e quattro chiacchiere con il mitico Vecchio, e poi raggiungo il mio B&B a via delle Caprarie 7, praticamente sotto alle Due Torri!!
Il B&B Ca Fosca Due Torri (www.cafoscaduetorri.com) e’ davvero un posto unico, come la padrona di casa. Patrizia, sfegatata sessantottina, e’ venuta a Bologna da Ferrara per l’Universita’ e si e’ innamorata dell’atmosfera cosmpolita e al tempo stesso incantata della Bologna dell’epoca: gli studenti stranieri, il fermento delle idee che nascevano tra un bicchiere di vino e una crescentina nelle osterie, i vicoli del mercato, la magia di Santo Stefano.
Oggi le stanno un po’ stretti i bolognesi, e infatti dopo aver girato un po’ per il mondo ed essere stata nel mondo delle banche e della moda, ha deciso di aprire la sua casa meravigliosa (un attico in uno dei pochissimi esempi di Liberty della citta’) soprattutto ad ospiti stranieri.

Venerdi sera, di ritorno dalla mia prima missione e prima di incontrare il vecchio per cena, c’e’ l’aperitivo con vino, streghette e capunci, e dei simpatici amici di Patrizia.

Quasi mi ubriaco ma devo uscire per raggiungere il Vecchio, per la nostra cena dai fratelli Leoni, al Sole di Trebbo.
Aspettavo questa cena da tempo, dopo il racconto entusiasta del Vecchio, e sono rimasta assai delusa.
Il posto non ha nulla del fascino che mi aspettavo: ok, la locanda e’ in ristrutturazione, e con il nostro ritardo abbiamo perso il posto all’esterno, ma la sala e’ tristissima con le luci stile ristorante d’hotel anni ’80 e gli orridi quadri alle pareti.
Saremo serviti a turno da un biondo platinato con un’inquietante modo di presentare i piatti, come se invece del nome del piatto ti stesse proponendo le posizioni piu’ ose’ del Kamasutra (all’inizio abbiamo pensato che volesse provarci col Vecchio, ma faceva cosi’ con tutti!) e da una scazzatissima signora, il cui unico sorriso e’ stato al momento del conto.
Come al solito, pur avendo prenotato io, ed essendo il Vecchio mio ospite, mi viene portato il menu senza prezzi e alla fine il conto sara’ presentato a lui!
Nel menu c’e’, a mio parere, troppa scelta almeno 5 piatti per ogni portata (antipasti, minestre, primi piatti, secondi) piu’ due menu degustazione a 50 e 65 euro, eppure a ben guardare gli ingredienti di base non saranno piu’ di una decina – di cui alcuni decisamente fuori stagione – combinati in modo diverso.

Io e il vecchio scegliamo tutti piatti diversi, io pesce e lui carne, cosi berremo al bicchiere io un buon Sauvignon e lui un Refosco del Friuli.

Iniziamo con un benvenuto composto da una frittatina di verdure con sorbetto piccante di peperone, delizioso, e il cestino dei pani, accompagnati da un Gin Fizz della casa gentilmente offerto.

Poi tartare di tonno con salsa e scorzette di lime, pan brioche e fegato grasso scaloppato troppo cotto e insapore per me, e l’insalata di patate affumicate con frittatina (again!), una salsetta bianca in un cucchiaio e pure’ di fave (che e’ liquido, in un bicchierino , e dallo strano colore verde acceso, tanto che il Vecchio ha paura di trasformasi in Hulk bevendolo…).

‘Nzomma…

Unica mia consolazione, è che il mio parere negativo sia condiviso da un palato ben più competente del mio, vale a dire nientepopodimenoché quello del curatore della guida crostacea, l'illustrissimo Notaio.

Poi ci arriva un graditissimo omaggio dalla cucina: due cucchiai di uno dei cavalli di battaglia dello chef, il risotto con mazzancolle, verza e taggiasche: molto “ricco” ma davvero squisito, ci pentiamo all’istante di non averlo ordinato!!

Poi arrivano i primi: mazzancolle in tempura con consomme e ravioli di melanzane per me (pastella leggerissima ma fritto troppo “fritto”, consomme insapore e un po’ amarognolo, ravioli con ottimo ripieno ma per la maggior parte sfoglia, e troppo spessa, tanto da risultare duri nonostante la giusta cottura) e per il vecchio dei garganelli con capretto e non ricordo cosa, poco belli da vedere e a suo parere anche poco buoni da mangiare.

Attendiamo speranzosi i secondi: io ho deciso di bissare l’abbinamento tonno/foie gras e mi vengono servite due belle scaloppe di tonno cotto a puntino con una saporita salsa al vino rosso con delle bacche che davano un azzeccatissimo sapore tra il pepato e il balsamico, direi quasi canforato. Mi sembra di ricordare che nel menu dicesse pepe di Seizchuan (scritto Ce Chuan ma tanto ormai ognuno lo chiama come gli pare) ma secondo l’autorevole parere dell’Imperatore potrebbe trattarsi di Pepe Poala (??). Buono, e anche le due scaloppe di foie gras sopra al tonno erano nettamente meglio di prima, eppure non aggiungevano francamente nulla al piatto.
L’anatra del Vecchio invece, troppo cotta, aveva un aspetto davvero poco felice, avendo ormai perso ogni succo, con poca gioia delle mascelle del Vecchio!

Decidiamo di non prendere dessert ma solo un caffe’ (dovrebbere essere il Lelli) accompagnato dalla “piccola pasticceria” (io avrei detto pralineria): tre praline fredde, con all’interno una sorta di fresco “latticello” aromatizzato al limone e alla menta nelle prime due e poi da una sorta di composta di frutta inidentificata.

Il tutto per la modica cifra di 155 eurini (con tre bicchieri di vino) e nemmeno ci viene chiesto se gradiamo un distillato….
Insomma non voglio fare la spocchiosa pero’ in un posto cosi’ rinomato mi aspettavo di piu’.
Per fortuna la compagnia del Vecchio e’ sempre piacevole, e scorre presto anche l’ora che siamo costretti ad aspettare alla stazione di Bologna prima che arrivi il mio autobus, contornati da strani individui!

Ma il giorno dopo inzia nel migliore dei modi.

Si fa colazione con frutta fresca, pani e biscottini deliziosi di un vicino forno, una collezione di mieli e marmellate dei frati camaldolesi, ascoltando musica magnifica, da Ludovico Einaudi al tango che Patrizia adora, si chiacchiera in francese… e io perdo il mio autobus!

Poco male, alle 11 sono di nuovo a Castelmaggiore, vicino a Trebbo. Svolgo il mio compito e torno a Bologna, dove Patrizia mi attende per svelarmi un aspetto nuovo di Bologna e i suoi migliori fornitori: la salumeria Tamburini, dove a dir la verita’ sono un po’ scortesi, il delizioso forno Gi.Bi. proprio di fronte e soprattutto l’Osteria del Sole, tutto in via dei Ranocchi.
Qui non si mangia, si serve solo vino alla bottiglia o in mescita (in questo caso un dignitoso Chianti) e ognuno si porta il pranzo da se, possibilmente pane e affettati nel classico “scartoz”!!
Noi siamo fornitissime: formaggio, mortadella Pasquini e del pane condito squisito del forno.
I nostri vicini – si stat tutti allo stesso tavolo - pero’ (uno strano connubio di operai e rinomati negozianti) ci offrono gentilmente un po’ delle loro provviste di sarde sotto sale e soprattutto quattro chiacchiere, e noi ricambiamo volentieri.

Mezze ubriache, torniamo di corsa al B&B passando per altre stradine, banchi del mercato e per il ristorante Carlo sotto i portici che – mi dice Patrizia – devo assolutamente provare la prossima volta.
Poi raggiungo di corsa Muccapazza28, fighissimo in veste “borghese”, per un caffe’ e quattro chiacchiere al caffe’ della Sala della Borsa, e poi si riparte per Borgo Panigale!!
Che fatica!

Ma per fortuna riesco a fare tutto e sono davvero molto soddisfatta della mia prima missione ufficiale come “giornalista”!!
L’oggetto della missione per ora resta Top Secret ma magari prima o poi ve ne parlero’….

postato da elianto alle ore 14:57 | permalink | commenti (10)

mercoledì, 20 luglio 2005
 

sushi imperiale


Sushi imperiale

Ieri ho preso una giornata libera e io e l'Imperatore ci siamo svegliati presto (vabbè...) e siamo andata a fare un po' di spesa per la sera in pescheria.

Dopo aver trascorso una bella giornata sull'ameno litorale di Fregene (ok, oggi sono ironica..), qualche sosta "caffè" a Ostia (segnalo il Milk Bar a via dei Mesenati, un posto caruccio, e i Krapfen di Paglia a piazza Anco Marzio) siamo tornati a casa praticamente digiuni e affamatissimi e ci siamo messi all'opera per preparare un super-sushi!! Naturalmente, io ho fatto da assistente... e ho lavato i piatti!

Ecco il menu:

Nigirisushi di sgombro, salmone e alga nori, calamaro, pesce spada e ricciola (eccezionale!!)
Sushi rolls di spada e sgombro con avocado, carote e cetriolo
California rolls con ricciola e ventresca di spada
Sashimi di spada, ricciola e salmone
Tentacoli di calamaro marinati nel lime

accompagnati naturalmente da wasabi e zenzero.

Da bere té verde con riso marrone giapponese e, per l'imperatore, un bicchiere di un barriccatissimo vino bianco di cui non ricordo il nome.

postato da elianto alle ore 13:45 | permalink | commenti (11)

mercoledì, 13 luglio 2005
 

Ultimamente sono piuttosto silenziosa, un po' per via della dieta che mi tiene lontana da tavole imbandite, un po' perchè sono passata a Fastweb, con la disastrosa conseguenza che non riesco a connettermi da casa. E se a questo aggiungiamo che a lavoro da un po' di tempo a questa parte ho sempre un bel po' di cose da fare (so che qualcuno di voi stenterà a crederci...), non riesco più a postare!!

Perciò approfitto di questa fine pausa-pranzo per raccontarvi un po' delle mie ultime esperienze culinarie semidietetiche.

Prima di tutto, sono felice di poter segnalare una buona pizza napoletana a Roma!! La pizzeria in questione si trova dalle parti di Piazza Bologna ed è un posticino nientedichè, nato da pochi mesi al posto di un ristorante ebraico.
L'ambiente è... da pizzeria, e il servizio è affidato a Umberto, un ragazzo davvero stambo ma simpatico e efficiente anche se un po' esaurito!
La pizza - da chiedere, vi prego, nella versione "alta", incredibilmente senza sovrapprezzo!!! - è davvero buona, sia nell'impasto che nel condimento, ed è cotta al forno a legna (ok, alla cottura dovrebbero fare un po' più attenzione).
I prezzi sono "napoletani", il che vuol dire, per Roma, quasi ridicoli!! Insomma, non lo consiglierei per un appuntamento romantico, ma per una tranquilla pizza infrasettimanale è l'ideale!

Il Carroccio, via del Carroccio 9, Roma

Ieri poi siamo anche tornati alla Gatta Mangiona (niente paura per la dieta: ordino sempre e soltanto marinara con pochissimo olio, sigh..) e devo dire che nonostante l'assenza di Giancarlo, ottimo padrone di casa, siamo stati anche meglio dell'altra volta: ottimo l'impasto, soffice e leggerissimo, perfetta la cottura, buono il condimento (anche se il pomodoro... a me piace un po' più tirato, come al Carroccio...ma per il resto la Gatta vince sempre!) e questa volta ok anche il servizio.

La Gatta Mangiona, via Ozanam, Roma

Ma la vera esperienza gastronomica l'ho fatta a Londra, dove ho assistito (e partecipato, insieme al souschef Niccolò!!) alla preparazione del sushi di Federilli!!!

Perfettamente attrezzata e rifornita (dopo una piccola spesa supplementare da Arigato, negozio orientale al centro) e dotata anche di taglientissimo coltello Wasabi da me donato e inaugurato con un bel taglio e un po' di sangue, la Cheffa ha preparato una serie di sushirolls che hanno decisamente battutto quelli comprati al sushibar per ovviare a qualche invito dell'ultimo minuto e ad un'eventuale fame improvvisa.

Un po' per gusto un po' per venire incontro alle esigenze del maritino, la cheffa si è specializzata in rolls con pesce cotto.

Ottimi quelli con salmone grigliato ed erba cipollina, buoni pure (nonostante il mio odio per il binomio sushi-maionese) quelli con tonno e maionese e insalata, ottimi i nigirisushi con pescespada cruso e pesto alle tre mente marinate nel sakè, estemporanea creazione culinaria ispirata dal rigoglioso orto di casa Carr!

Personalmente varei fatto a meno dei california rolls con crab-stick e nonmiricordocosa, sia da mangiare che da tagliare, visto che senza l'alga nori come guscio è stata un'impresa epica!!!

Vi dico solo che la cena è finita con té alla menta, pasticcini siciliani arrivati direttamente da Varese e un po' di gossip Trash&Gay...

Shame on me che avevo dimenticato la macchina fotografica!!

 

 

postato da elianto alle ore 14:32 | permalink | commenti (13)

venerdì, 08 luglio 2005
 

Er grottino der traslocatore

Se amate quei ristorantini piccoli piccoli, queli posticini 'deliziosi' dove per entrare bisogna scendere alcuni scalini e dove, appena in sala, si viene avvolti da un imperituro tanfo di pastasciutta, allora 'Er grottino der traslocatore' fa per voi!

Recensioni da leggere:
http://viaggi.ciao.it/Er_grottino_del_traslocatore__Opinione_42558
http://www.giulioferri.it/Rubriche/I5Sensi/recensione.asp?id=5
http://www.garbatella.it/modules.php?name=News&file=article&sid=52

P.S.: Le due signore che servono ai tavoli sono abbastanza severe nei modi e nell'aspetto (forse perchè arrivano dalle fredde lande dell'Europa orientale?)  Il cibo comunque è davvero buono. Non chiedetemi dell'igiene... non voglio nemmeno pensarci!

postato da smeerch alle ore 16:46 | permalink | commenti (8)

giovedì, 07 luglio 2005
 

Modulgraf

Metti un chip parlante sull’etichetta del vino
La Modulgraf di Pisa cerca di valorizzare il prodotto dando voce alle bottiglie

Quando l’hi-tech varca i propri confini spesso produce delle stramberie. È l’ora del chip a tavola. Da oggi in poi le etichette dei vini potranno parlare.
La Modulgraf di Pisa ha prodotto una particolare etichetta dotata di chip, in grado di memorizzare un messaggio audio e di riprodurlo ogni qual volta ad esso si avvicina uno scanner dedicato della grandezza di un pacchetto di sigarette. L’azienda toscana, già rinomata per la produzione di etichette con ologramma anticontraffazione, ha deciso di fare un passo avanti verso l’anticontraffazione e la personalizzazione del prodotto: farà parlare il vino. Insomma, dopo l’etichetta intelligente arriva l’etichetta parlante.
I sommelier inizio a tremare, il loro mestiere è a rischio; d’ora in avanti sarà la bottiglia a presentarsi da sé. Un modo questo, abbastanza strano e particolare di presentare un vino, lasciando che sia la bottiglia a dire quale sia la provenienza del vitigno, l’annata della vendemmia, la storia del vino e/o della cantina che l’ha imbottigliato ecc. Molto interessante l’estrema personalizzazione del messaggio audio: potrà essere il titolare della cantina a prestare la propria voce per il messaggio registrato, un enologo di fama internazionale o magari una voce di un attore noto per la sua voce fascinosa. Pare che non ci siano limitazioni sotto questo punto di vista.
Al momento la tecnologia in questione non è ancora in commercio. Si stanno mettendo a punto gli ultimi dettagli per la grande presentazione che avverrà a Milano in autunno, durante una prestigiosa fiera di settore.
L’intuizione ‘geniale’ è frutto della mente di Daniele Barontini, titolare dell’azienda pisana, già conosciuta nell’ambiente vinicolo toscano (e nazionale) per la produzione e stampa di etichette soprattutto nella zona del Brunello.
All’agenzia Reuters, che ieri gli ha chiesto le motivazioni di tale iniziativa, Barontini ha risposto: «L’idea è di portare gli enologi al tavolo cosicché il vino possa raccontarsi in prima persona. Noi immaginiamo le nostre etichette parlanti nei ristoranti, nelle enoteche e nei vigneti che offrono degustazioni».
A WineNews, portale verticale dedicato all’enologia, ha poi aggiunto: «[…] l’idea sembra piacere e stiamo già ricevendo numerose richieste soprattutto da parte delle aziende più importanti. L’etichetta è stata brevettata dall’ingegnere tedesco Florentin Doring ed è veramente una idea innovativa perché serve a valorizzare il prodotto e difenderlo al tempo stesso dalla contraffazione».
Chi si accontenta di un goccio di rosso in tetrapak già si chiede: quale sarà il sovrapprezzo per questa bizzarra iniziativa di marketing?

http://smeerch.splinder.com/1120730077#5225784
http://www.itnews.it/news/2005,857,hp,0707,,,113720.html

postato da smeerch alle ore 11:57 | permalink | commenti

martedì, 05 luglio 2005
 

Il patto della pizza

Un patto che mi puzza.

Leggo oggi su Repubblica.it che Sergio Billè, presidente della Confcommercio, ha lanciato da Saint Vincent una iniziativa contro il caro vita: pizza e birra a soli 7 Euro. Leggendo, si scopre che fino ad ora hanno aderito solo 177 pizzerie in tutta Italia e che la promozione sarà valida solo per un giorno alla settimana. Dopo l'estate le adesioni saranno estese ad altri esercizi. Il menù fisso, diciamo così, prevede anche una eccezione: pizza, birra e caffè a soli 7 Euro e 50 centesimi.
Tutti gli indirizzi delle pizzerie che aderiscono all'iniziativa dovrebbero essere presenti su un sito ma... udite udite: il sito non fuzniona.
Provate pure:
www.ilpattodellapizza.it
Io ve lo dico: di queste iniziative forse non ci sarebbe gran bisogno se tutti i pizzaioli italiani si mettessero una mano sulla cosienza e abbassasero un po' i prezzi. Io non credo davvero che il prezzo della pizza in soli 5 anni sia raddoppiato. Non diano la colpa all'Euro. Io sono ancora disposto a pagare 4 Euro per una semplice margherita.
Ad ogni modo a Roma, in v.le Ippocrate da "Solo Pizza" la pizza tonda costa 3 Euro, qualsiasi cosa ci mettiate sopra. Certo, non ci sono tavolini, non ci può sedere a mangiarla in loco, è sostanzialmente un take-away. Ma chi se ne importa: la pizza è buona e costa il giusto.  

postato da smeerch alle ore 18:23 | permalink | commenti (12)

sabato, 02 luglio 2005
 

Kinder Maxi KingKinder Maxi King

... mi chiedevo: Troppo Buono è interessato alle merendine al cioccolato?
http://smeerch.splinder.com/1120210551#5177927

 

postato da smeerch alle ore 19:36 | permalink | commenti (3)