troppobuono

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domenica, 31 ottobre 2004
 
Vado o non vado?
Meglio un week end in montagna per salutare i miei, facendosi pero' circa 7 ore su 30 di viaggio, o restare a Roma a fare la brava e lavorare?
Ok, alla fine vado!
Anche perche' nel "pacchetto week end" era compresa la promessa di una cena al Reale, bel ristorante di Rivisondoli dei fratelli Cristiana e Niko Romito dove ero gia' stata quasi un anno fa.
Sempre accogliente e molto raffinato l'ambiente, sempre perfetta l'accoglienza di Cristiana, coaudiuvata in sala da due giovani ragazzi davvero bravi e professionali oltre che gentilissimi.

Sempre piu' convincente, poi, la cucina dello chef, che quest'anno ha visto riconosciuta la sua abilita' ottenendo le due forchette sulla Guida del Gambero.

Si comincia con un calice di Champagne, accompagnato al delizioso amusebouche: tartina con ricotta tiepida e pomodorino confit, polpettina di bollito e polpetta di cicoria e polenta.
Gli stessi della precedente occasione, ma sono talemnte buoni che spero non cambino mai!
Ottimo anche il pane, di quattro tipi: olive, uvette, pomodori secchi e patate.
Il benvenuto dello chef e' un gustoso sformatino di verza con lardo e chips di pane.

Proseguiamo ordinando dalla carta:
io sono curiosa di assaggiare il famoso "pan cotto scomposto", di cui tutti parlano: come ci racconta Cristiana, il pancotto era un tradizionale piatto povero del luogo, a base di patate, verdura, pane raffermo (spesso portato dai pastori dalla Puglia) e brodo di pecora. I piu' fortunati si concedevano il lusso di aggiungere un uovo. nell'interpretazione dello chef, il piatto e' composto da una crema di patate su cui e' adagiata una sorta di "torre" con alla base un tondo di pane bagnato nel brodo, poi dei gustosissimi broccoli, un uovo in camicia e per finire una julienne di sedano rapa fritto.
Naturalmente, per mangiare il piatto si rompe l'uovo e i sapori si riuniscono e si amalgamano come nella ricetta originale, mantendo pero' consistenza e leggerezza "moderne".
Nell'insieme, un piatto equilibrato e divertente, ma forse mi sarei aspettata di piu', e devo dire di aver rimpianto un po' di aver rinunciato al buonissimo baccala' fritto con salsa di cipolle ordinato invece da mia madre.
Per mio padre, niente antipasto ma un primo che a detta di entrambi i miei genitori era straordinario: cannelloncini di ricotta di pecora (in tempura) con fonduta di pomodori e crema di peperoni.
Io ho assaggiato solo quest'ultima, ed era davvero fantastica, di un sapore intenso e delicato al tempo stesso.
Proseguiamo ancora la nostra "cena dissociata", ordinando un primo e due secondi:
la zuppa di fave secche, cazzarielli e pallotte cacio e ova per me:
La zuppa di fave era davvero squisita, e perfetto l'abbinamento con le pallotte, delle polpettine dall'intenso gusto di formaggio, pur senza risultare pesanti ne' invadenti.
Forse superflua, a mio parere, al presenza dei "cazzarielli", tipico formato di pasta locale di solito abbinata ai fagioli (di cui ha le stesse dimensioni), che in questo caso era un po' d'"intralcio" al duo della zuppa con le pallotte, perfetto sia nel gusto che nelle consistenze.

Per mia madre, filetto in crosta di formaggio con polenta e salsa di porri, molto buono, e per mio padre il bellissimo - e buonissimo - piatto "quattro espressioni dell' agnello":
tartare, carre', piccolo sandwich (molto divertente oltre che gustoso) accompagnato da una salsa "maionese" fatta in casa, e polpetta con carciofi.
Preferisco i formaggi - una selezione dalla Tradizione di Roma - al dessert: ottima ricotta stagionata, il buonissimo Campo...vallo (formaggio fatto in Campania ma affinato in Umbria, a Vallo di Nera), pecorino in foglia di noce, il nuovissimo "Non plus ultra" fomaggio stagionatissimo e - come ci aveva avvertito il cameriere - decisamente "molto acido" di Rivisondoli (forse quello che mi e' piaciuto di meno), e gorgonzola.

I miei genitori dividono una buona crema di ricotta alla cannela con mousse al cioccolato, in abbinamento ad un vino dolce (non ricordo... Pupilla?)

Per concludere, un ottimo caffe' con confetti di Pelino.
Consiglio una visita a chiunque si trovi in zona....
o perche' no, anche una passeggiata apposita
:;):

Il conto: un totale di 145 euro di cui
3 calici di Champagne 18 euro
vino 14 euro (Montepulciano La Valentina)
acqua 4 euro (2 bottiglie)
non si pagano pane (portato piu volte durante la cena) e il coperto
Il caffe' ci e' stato gentilmente offerto
Reale
via Regina Elena, 49
Rivisondoli (AQ)
tel. 086469382












































postato da elianto alle ore 20:52 | permalink | commenti (5)

venerdì, 29 ottobre 2004
 
Puo' capitare, se si ha la fortuna di frequentare l'infido mondo dei bruciapadelle, che la solita frase "vabbe', passa che ci mangiamo una cosa al volo", nasconda qualcosa di diverso e ben piu' interessante di un paio di sofficini bruciacchiati o - nella migliore delle ipotesi - uno spaghetto aglio olio.
Se si e' fortunati, e il bruciapadelle in questione e' non solo bravo e particolarmente carino nei vostri confronti, ma anche completamente matto, che assistiate alla creazione totalmente estemporanea di qualche nuovo piatto, di cui - per motivi di copyright - non diro', e magari vi sara' anche permesso di provare l'ebbrezza di fare un grissino con le vostre goffe manine, mentre la pasta vi si appiccica dappertutto mentre nelle sue sembrava volteggiare come se fosse la cosa piu' naturale del mondo.
Che dire... le polpette di coda alla vaccinara rischiano di diventare il mio piatto preferito, e speriamo che lo chef continui
a cucinare salato...


postato da elianto alle ore 23:20 | permalink | commenti (1)

mercoledì, 27 ottobre 2004
 

Ultimamente il martedì è il mio giorno preferito, e talvolta capita che mi dia ai fornelli per approfittare del mio spirito positivo e di altre cose belle..

Quindi ieri, dopo una giornata di lavoro, la mia lezione di Pilates e un passaggio alla Barrique per salutare Master e attendere invano l'Imperatore per un brindisi bollicinato,  sono volata a casa per preparare una bella cenetta "vegetariana", dopo tante cene cruente!

Con l'aiuto di MartaSuiCubi di ritorno dalla lezione di tango, aspettando l'Imperatore in compagnia del GrandeLeo e della charmante Marie-Claire, povera lei passata dalle luculliane tavole del San Rocco e del Tordo Matto al mio umile desco plastitovagliato.

Devo dire che la platea era alquanto competente e intimoriva parecchio ma abbiamo passato una bella serata mangiando, bevendo, chiacchierando e ascoltando i Gotan Project (anzi, Gotàn Projétt) che sono finalmente riusciti a mettere d'accordo musicalmente me e l'Imperatore!), quindi spero di aver superato la prova

Ecco il menu:
Vellutata di zucca e ceci con semi di girasole e di zucca tostati e giro d' olio exta-vergine d'oliva

****
Radiatori Garofalo allo Scarpariello (pomodori, basilico, provola affumicata e parmigiano)
****
Cavolfiore al gratin

****
uva da spizzicare e , come desert, gentilmente offerta dagli ospiti che dovevano farsi perdonare l'immane ritardo causa degustazione di vini GoWine all'Exedra, troppobuona per andarsene senza aver assaggiato tutto, la mitica TORTA PISTOCCHI!!

Il tutto, bevendo amabilmente uno "champagnino" Aubry Nombre D'Or e poi un buonissimo vino jugoslavo di cui purtroppo non ricordo il nome (ma sono provvista di bottiglia feticcio a casa!), per concludere con caffè e Calvados.

Il brindisi?? Al GrandeLeo!











postato da elianto alle ore 13:43 | permalink | commenti (11)
 

Le zone dei vini pugliesi

I 25 vini D.O.C. di Puglia

1. Aleatico di Puglia
2. Alezio
3. Brindisi
4. Cacc' è mitte
5. Castel del Monte
6. Copertino
7. Gioia del Colle
8. Gravina
9. Leverano
10. Lizzano
11. Locorotondo
12. Martina
13. Matino
14. Moscato di Trani
15. Nardò
16. Ortanova
17. Ostuni
18. Primitivo di Manduria
19. Rosso di Barletta
20. Rosso di Canosa
21. Rosso di Cerignola
22. Salice Salentino
23. San Severo
24. Squinzano
25. Galatina

La pagina dei vini
La pagiina delle cantine

(Fonte: www.laterradipuglia.it)


























postato da smeerch alle ore 13:09 | permalink | commenti (2)
 

Fragolino

Domande profane

Che cosa sono e cosa hanno a che fare Fragolino e Uva Fragola?

postato da smeerch alle ore 12:45 | permalink | commenti (4)

venerdì, 22 ottobre 2004
 

Kimbly Butterfly

KAMBLY BUTTERFLY

"The thinnest biscuit in the world is a delicate fusion of fresh cream and butter, studded with toasted almonds."
"Il biscotto più sottile al mondo è una delicata fusione di fresca crema e burro, tempestato di mandorle tostate"
www.kambly.ch

A dimostrazione che gli svizzeri non sono bravi solo con orologi e cioccolata. Biscotti sottilissimi e gustosissimi dal gusto tostato. Ricordano il sapore degli inglesi "Walkers Shortbread". Perfetti per il thè delle 5 (ma anche no)! Trovati presso la SMA di p.zza Bologna a Roma al 'modico' prezzo di 1.90 Euro (scaola da 100 g.)



postato da smeerch alle ore 16:35 | permalink | commenti (4)

mercoledì, 20 ottobre 2004
 
come promesso, ecco la realizzazione filmata della famosa Coratella X Marta!




non e' un piatto x chi e' di stomaco debole...



aglio, peperoncino, un filo d'olio buono e poi il grasso dell'agnello...



mano a mano si aggiungono i vari tagli



si aggiusta di sale e pepe e si fa cuocere...



...finche' la coratella non diventa colorita e quasi cremosa... ecco, ci siamo quasi!





buon appetito!


























postato da elianto alle ore 22:55 | permalink | commenti (12)

martedì, 19 ottobre 2004
 

I tre vini alla prova del nove

Alla prova del nove

Analisi di un esperto su tre "vini da tavola" solitamente considerati di bassa qualità.
Gotto D'oro, Tavernello e Castellino.


postato da smeerch alle ore 14:16 | permalink | commenti (5)

domenica, 17 ottobre 2004
 
Non contente della serata di venerdi, sabato la Elianto's family quasi al completo (Mamma, Miss&Mister Federilli e la cugggina Laura) ha dedicato la giornata di sabato alle sane pratiche dello shopping e del FineFood&Wine.
Colazione da Pannocchi con caffe' e brioche, passeggiata salutare per smaltire fino a via del Corso fino all'ora di pranzo.
Per l'occasione, ho scelto una location giustamente trendy, un po' radical chic, ma soprattutto dove se magna bene!! Roscioli, a via de' Giubbonari.
In un lunch time ad alta concentrazione gastronomica (tra gli ospiti al banco o ai tavoli sono stati avvistati un noto Gastronomo e un illuminato ristoratore cittadino), noi abbiamo cercato di mantenerci leggeri: gran piatto di affettati e formaggi (ottimi) con confettura al peperoncino, mozzarella di Paestum con olive nere e verdi, accompagnate dal notevole cestino del pane in cui facevano bella mostra di se pizza bassa bianca, pane alle noci, pizza rossa, focaccia alta bianca, Lariano.
Poi, per me e Laura, insalata di lattuga con pomodori secchi e scaglie di parmigiano, per Federilli tonnarelli con scamorza e melanzane, e un filetto al sangue per Rob.
Concludiamo con un buon caffe' accompagnato da un napolitain Amedei ~Toscano Black al 70%, e proseguiamo la nostra passeggiata.
Alla sera, riunione alla Barrique, dove creiamo un po' di casino tra tavoli interculturali e strane richieste gastronomiche.
Tutti soddisfatti comunque, dal Kerner di Gravner cosi' come dagli ottimi crostoni (per me il mio preferito, con pesce spada affumicato, arance olive e sesamo), i salumi e i carpacci di pesce e i dessert, tra cui la famosa Torta Pistocchi.
Due chiacchiere con alcuni volti noti della Lobby (quale Lobby?), e poi si va a nanna...








postato da elianto alle ore 13:13 | permalink | commenti (4)

sabato, 16 ottobre 2004
 

E' ufficiale!
Il Tordo Matto ha aperto, e per l'occasione ho deciso di portare la Mamma ad assaggiare la cucina dello chef.
Diciamo che anche questa volta raggiungere la meta non e' stato facile, d'altronde si apprezza di piu' il vaolre delle cose se costa fatica raggiungerle, no?

Anticipiamo la partenza da Napoli, una piccola rinfrescatina per assumere una parvenza di signorilita' e decenza e poi ci avviamo alla mitica Cuore, che ci deve portare a destinazione!
Peccato che la batteria non ne voglia proprio sapere di dare segni di vita! Siamo appiedate!
Ma non desistiamo, e in perfetto stile AvventureNelMondo, Elianto e la mitica mamma si avviano alla stazione a prendere il primo treno utile, Destinazione, Zagarolo!!

Dopo un breve viaggio in compagnia della fauna del venerdi sera di ritorno dalla capitale, che offre spunti davvero interessanti, giungiamo alla stazione e sotto la pioggia saliamo sul bus che va al centro del paese.
Gia', ma il biglietto?

L'autista, vedendo l'espressione di disperazione sui nostri volti e lo sguardo demoralizzato che ci scambiamo, fa cenno di andarci a seder, chiudera' un occhio.
Gli abitanti di Zagarolo non saranno il massimo con le indicazioni stradali, ma sono davvero gentili!
Ce lo dimostra anche il signore che ci accompagna per meta' paese, offrendo anche alla Mamma ospitalita' sotto il suo ombrello.
Curioso di dove possano mai andare due signore a Zagaraolo a quell'ora, gli diciamo del Tordo Matto.
Non lo conosce, ma cerca di rendersi utile indicandoci altri ristoranti: grazie, ma noi andiamo al Tordo!

Dopo una breve camminata per il bel borgo, sotto la pioggia, in cui riesco anche a procurarmi una bella sbucciatura sul ginocchio facendo una bella "sciuliata", arriviamo alla meta!

Del posto vi ho gia' detto. Mi piace ogni volta di piu', e stavolta il nostro tavolo - illuminato dalle bellissime lampade a sospensione - e' nella sala accanto alla cucina, da cui ogni tanto posso sbirciare lo chef all'opera.

La Mamma apprezza molto le tovaglie e il vasellame, nonche' il buon Prosecco locale che ci viene offerto insieme al pane (ancora piu' buono dell'altra volta, merito dei consigli di Fermenti e delle manine dello chef!).

Decidiamo di affidarci allo Chef in tutto e per tutto, raccomandandoci solo di andarci piano con le quantita'.

Ci propone un buon Soave del Pra' (ricordero bene?) per accompagnare i piatti che arrivano dalla cucina:
crema di zucca con uovo di qualglia al tegamino
l'abbinamento questa volta mi convince di piu': a parte che l'ovetto di quaglia al tegamino e' carinissimo e fa quasi tenerezza mangiarlo (ma solo per un attimo...poi ogni remora scompare rapidamente!), lascia piu' spazio al sapore della zucca, e quando alla fine il tuorlo dell'uovo si rompe e i due "arancioni" si fondono, il sapore che ne risulta e' decisamente buono!

Proseguiamo con una eccezionale polpetta di coda alla vaccinara, servita con fagiolini all'aceto di Jerez
Il piatto e' visivamente bellissimo, equilibrato, quasi Zen, come l'alice della volta precedente, i fagiolini sono posti in equilibrio sulla polpetta come nel gioco del Mikado e la polpetta adagiata su una virgola di salsa. Non avevo mai assaggiato la coda alla vaccinara, ma se il sapore e' stupefacente, intenso ma non stufoso, e l'impanatura della polpetta e' perfetta e croccante al punto giusto. Non mi convince del tutto invece l'abbinamento con i fagiolini, perche' trovo che il sapore dell'aceto di Jerez (che pure adoro e che dovrebbe giustamente sgrassare il piatto) sia eccessivo e copra quello della polpetta, di cui invece non voglio perdere nemmeno una molecola!
Saprò poi che al tavolo accanto al nostro la polpetta prevedeva anche l'aggiunta del cioccolato amaro, che pero' mal si sarebbe accompagnato con i fagiolini.

Il piatto seguente e' un'esplosione di colore e di sapore: ottimi gnocchi di patate (leggeri, morbidi ma giustamente consistenti, fatti con le patate "di famiglia") con un sugo di peperoni cotti al forno e lasciati con la loro pelle
anche i peperoni sono di produzione propria e li avevo gia' apprezzati nella precedente visita per il loro sapore incredibile, che non richiede troppe aggiunte: un piatto semplice, insomma, ma davvero gustoso, e leggero visto che questi peperoni sembrano godere di una misteriosa digeribilita'!

Proseguiamo con un piatto di cui mi arrogo parte della "responsabilità" per la chiara origine partenopea: tortelli allo "Scarpariello" rivisitato
una sfoglia sottilissima (ammassata a mano!) resa croccante dal rapido passaggio in padella con burro chiarificato, ripiena di provola affumicata che cuocendosi si fonde con il sughetto a base di saporitissimi pomodori dell'orto (ahime', ultima occasione di assaggiarli in attesa della prossima bella stagione), cipolle e basilico, su letto di parmigiano.
Ottimi!

Siamo piene, ma io non rinuncio ad assaggiare uno dei piatti forti dello chef, la scaloppa di foie gras con aceto balsamico e uva bianca
il foie gras tenero e delicatissimo, cotto alla perfezione con la sua crosticina dorata e appena croccante, si abbinava perfettamente all'uva e all'Aceto Tradizionale.

Dovro' attendere la prossima vistita per assaggiare anche l'oca!

Dopo la piccola pasticceria (sfogliatine alla cannella, e piccoli cannoli di sfoglia ripieni di ricotta e di marmellata) e un caffe' davvero buono, apprezzato anche dalla Mamma napoletana DOC, cediamo ai dessert:

crème brulee al the verde, che a me e' piaciuta davvero molto nonostante non ami questo dolce (il the verde secondo me la rende meno stucchevole della versione classica alla vaniglia), e il tortino dal cuore morbido con salsa di pistacchio e latte di cocco: il tipo di dolce, anche eseguito indubbiamente bene, non mi fa impazzire, forse mi sarebbe piaciuto di piu' con una salsa al pistacchio piu' "decisa", mentre devo ancora riflettere sul bicchierino di latte di cocco: come sempre, si ripropone il "dilemma del bicchierino'!!

Concludiamo - definitivamente - con un bicchiere di crema di limoncello della mamma dello chef e un sorso di incredibile Solaria Ionica, Salice Salentino del 1959 imbottigiliato solo recentemnete, alla morte dell'artefice, in Piemonte, e invecchiato con il metodo Solera, solitamente utilizzato per il Porto, che in qualche modo ricorda.

Questa volta non perdo l'occasione di una visita alla cucina e un ringraziamento sentito allo Chef!

Il Tordo Matto
Piazza San Martino,8
Zagarolo
Tel. 06 95200541
(e' il numero di fax ma grazie alla Telecom per il momento risponde a questo numero la linea del telefono!)

















































postato da elianto alle ore 19:19 | permalink | commenti (12)