troppobuono

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mercoledì, 28 luglio 2004
 
Domenica e' stata una giornata decisamente piena..anche sotto il profilo mangereccio!! Ma visto che ero decisamente...ALTROVE con la testa, vi rimando al blog www.vorreiesserealtrove.splinder.it.

Qui vi racconto invece della serata di lunedi, trascorsa con il caro GATTO sulla meravigliosa terrazza di un noto albergo cittadino....

QUANDO SI DICE UNA VISTA IMPAGABILE...

Dopo una giornata a dir poco rocambolesca, riesco a recuperare l'accesso alla mia casetta, mi cambio al volo (sempre stile wonderwoman) ed eccomi pronta per affrontare la serata...gatto e' elegantissimo e decisamente non sfigureremo...almeno cosi' pensiamo, fino a quando non ci rendiamo conto che in effetti, per adeguarci alla clientela del locale, o gatto avrebbe dovuto avere almeno 15 anni di piu', o io avrei dovuto essere una bambina!! All'ingresso, un lui ciccioto efalsogiovane e una lei britneyspeariana con tanto di vestitino rosa e angloparlanti ci bloccano giusto il tempo di scattare una foto ricordo.

Saliamo all'ultimo piano e finalmente guadagnamo il nostro tavolo nella bella sala con una vista mozzafiato su TUTTA Roma!!Una grande finestra a vetri lungo tutta la sala regala infatti una visione in cinemascope che va pressapoco da Santa Maria Maggiore a San Pietro senza dimenticare il Vittoriano, che svetta in tutta la sua possenza. Il pianista suona canzoni vagamente retro mentre ci si viene fatti accomodare al tavolo, abbastanza sobrio se non fosse per il vaso in stile un tantino postmoderno-arlecchinesco...il vaso e' OK, il servizio di piatti in stile un po' eccessivo, ma noi siamo interessati piu' a quel che c'e' dentro!

Intanto, uno dei pinguini di sala mi porta prontamente un poggiaborsa per la mia borzetella marocchina da 4 dinari, mentre un altro ci chiede premurosamente se gradiamo un aperitivo...e noi gradiamo, optando per delle bollicine francesi, ovviamente, che ritroveremo in conto e trroveremo alquanto salate.... insieme arriva la focaccia fatta in casa (al pomodoro e al sesamo) e il cestino del pane da cui un pinguino equilibrista ci porge le nostre scelte: grissino, panino alle olive e pane alle melanzane, molto buono.

Arriva poi il benvenuto dell chef, che evidentemente preferisce far parlare i suoi piatti anziche comparire in sala a fine cena ... per evitare di prendersi qualche maledizione! In realta', la cena parte benissimo ma si arena strada facendo e, soprattutto, la batosta del conto trasformerebbe il sorriso in impietrito disappunto anche sulla bocca del piu' innamorato e arrapato sessantenne, soprattutto se italico e eurostipendiato... ma procediamo con ordine: dopo il saluto dello chef -involtino di melanzana con crema di caprino su tartare di pomodoro - ordiniamo dal menu, gia' perplessi per i prezzi e titubanti per la nostra linea. Per antipasto, io l'ottimo flan di cavolfiore con ostriche in tempura - buone!!!!-, caviale e blinis e gatto il tortino di asparagi con uovo poche' (quanto vorrei saperlo fare anche io cosi'! - e mousse alla robiola. Entrambi molto buoni - anche se un tantinello fuori stagione.... - e ben presentati. Proseguiamo con due buoni primi piatti: ravioli al brasato in guazzetto di fave per Gatto, gnocchi di melanzane con pomodoro fresco e crema di pecorino per me (davvero convincenti, anche se di solito non amo gli gnocchi "molli", questi erano morbidi e leggeri ma per nulla sfatti....anche se le melanzane non erano proprio ben percettibili e il sugo al pomodoro fosse ben lontano da alcuni "parenti" provati di recente...). Per secondo, decidiamo di tralasciare il pesce essendo lunedi', e optiamo per la lombatina di agnello con crema di patate su cuscus allo zafferano. Tre "bocconcioni" di agnello, ognuno con un diverso "condimento" in cima (curcuma, salsa verde e...?); gentilmente mi viene portato un piatto vuoto, per assaggiare: molto buono il cuscus, decisamente "alberghiero" il resto... Mentre il cd si intoppa, facendoci pensare che il pianista intravisto in precedenza fosse in realta' un inquietante manichino (ma poi ci assicureremo che fosse umano, evidentemente era in pausa idraulica...) ci sacrifchiamo ad assaggiare un dessert in due, anche questo servito con un piatto vuoto per me e con due bicchieri di vino dolce (passito siciiano?non mi sembra...) in abbinamento. Sinceramente pero', il flan di brioche con gelato al rosmarino su carpaccio di pesche bianche, che pure aveva solleticato la curiosita' di entrambi, ci delude, in particolar modo il gelato giustamente definito "granitico".
Sorvoliamo sul caffe' e arriviamo alla dolente nota del conto, per nulla addolcita da una piccola pasticceria offerta ma non esaltante. Per una cena incompleta e senza vino, (ma con due bicchieri di champagne a quasi 20 euro l'uno!), ci troviamo in conto uan cifra a capoccia con cui ci avremmo mangiato da Vissani!

Per non parlare del Pagliaccio, per non parlare della pizza della Gatta...ma queste e' retorica, e non val la pena piangere sullo champagne versato....


















postato da elianto alle ore 00:09 | permalink | commenti (10)

lunedì, 26 luglio 2004
 
Giornate gastronomicamente impegnative.... seguiranno dettagliati racconti!
postato da elianto alle ore 21:03 | permalink | commenti (2)

sabato, 24 luglio 2004
 

Sashimi YakawaseYakimeshi

YakitoriNakameno Sunomono

Un giovedì di fine Luglio

Cena nella dimora dell'Elianto.
Ospiti: la stessa Elianto, la sua fida Martasuicubi, lo Smeerch, la piccola Effel, il Pepponzo.
Menù: 4 portate dal "take-away" giapponese "ITOYA" (v.le Regina Margherita, 164 - Roma).
1 Sashimi Yakawase
1 Yakitori (2 spiedini di pollo)
1 Wakameno Sunomono (ciotola di alghe con cetrioli e limone)
2 Yakimeshi (ciotole di riso simil-cantonese)
__________________________________
Elianto ha preparato dell'ottimo thè verde non zuccherato come bevanda (azzeccatissima) per il nippo-pasto.
A margine come dessert abbiamo gustato un'ottima macedonia impreziosita da freschissime foglioline di basilico. (Sorpresa!) A dimostrazione che in presenza del connubio Elianto/cibo si ha sempre qualcosa da imparare.
Palle di gelato alla crema sulla frutta a discrezione del commensale.

Mi è dispiaciuto che la Martsuicubi non abbia gradito il pesce crudo.
Gli altri commensali sono rimasti abbastanza soddisfatti del sapore e della qualità del cibo giapponese. Peccato per le quantità (scarse) ed il costo (troppo esoso).
Da notare che il sottoscritto, il Pepponzo e l'Effel non avevano mai avuto rapporti con cibo del Sol Levante.
Durante i pasti la chiacchiera non è mancata: scambi di ricette, racconti di tradizioni gastronomico-culturali, futuri appuntamenti culinari, ecc.














postato da smeerch alle ore 16:32 | permalink | commenti (9)

mercoledì, 21 luglio 2004
 
Festa in terrazza
Ieri si festeggiavano i 5 anni del canale piu' goloso dell'etere; grande festa sulla terrazza della ~Citta' del gusto. C'erano proprio tutti, o quasi. Il grande Igles, Fulvio Pierangelini e signora, finalmente sorridente, Antonello Colonna, Maurizio Santin tra un dolce e l'altro, Andrea Pezzi molto Trendy&Cool,e poi tanti amici e colleghi (Ok, piu' colleghi che amici, ma gli amici erano di quelli buoni...)
Io ho deciso di affogare i miei dispiaceri, nell'ordine: in un eccezionale Mojito alleggerito del grande barman Pino. Un bicchiere di Erbazzale, vino bianco siciliano ottenuto da uve Inzolia. Due spicchioni della fantastica pizza di MarcoIlPizzaiolo, uno di margherita e uno di una "delicatissima" pizza con pomodoro fresco e porchetta(!), una minimadeleinette, una creme brule e un mezzo chilo di mousse al cioccolato dalla densita' di un quintale per cm2, che si e' prepotentemente presa la sua rivincita stanotte....
La serata e' poi proseguita, per me il mio amico felino, su un'altra terrazza, quella di Castel Sant'Angelo. Non ero mai stata in questo luogo incredibile, e vederlo poi di notte, alla luce delle candele, tra un'arpa che suona ritornelli settecenteschi e giullari di corte, e' stato veramente magico. Come i pochi minuti di prezioso silenzio condivisi con un amico vero. Certo, se avessi spento il cellulare sarebbe stato meglio...



postato da elianto alle ore 00:19 | permalink | commenti (4)

martedì, 20 luglio 2004
 
postato da smeerch alle ore 16:27 | permalink | commenti (2)

lunedì, 19 luglio 2004
 

Sotto i denti all'UMBRIA JAZZ 2004

TORTA AL TESTO
La Torta al testo prende il nome da una padella di pietra refrattaria (dall'impasto di malta), detta appunto “testo”. Nonostante il nome, la torta non è una pietanza dolce, ma una sorta di focaccia che viene cotta in questa speciale padella, precedentemente arroventata sul fuoco del camino, Nella sua versione tipica la 'torta' è farcita con salumi, formaggi o verdure di campo (vedi spinaci, bietole, ecc.). Io l'ho trovata ottima anche nelle varianti con salumi vari, con del formaggio fresco (tipo stracchino), con formaggio fuso (tipo edamer), ecc. Con questo tipo di pietanze la fantasia dei ristoratori non conosce confini. Io l'ho assagiata sabato sera c/o
TUTTOTESTO - Corso Garibaldi, 15 PERUGIA - Tel. 075.5736666. Il servizio fa davvero pena. Una cuoca in cucina, il titolare dietro il banco al testo e alle piastre e una cameriera abbastanza antipatica a servire i circa 15 tavoli da 4 coperti.

Ingredienti per 8 persone:
500 g. di farina,
50 ml di olio extravergine di oliva,
60 g. di pecorino,
2 uova,
1 panetto di lievito di birra,
acqua: quanto basta,
sale: quanto basta

Preparazione:
Disporre la farina a fontana e versarvi al centro le uova sbattute, l’olio, il pecorino grattugiato ed il lievito (che avrete fatto precedentemente sciogliere in mezzo bicchiere di acqua tiepida). Impastare fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Lasciar lievitare per almeno un’ora, quindi stendere con il matterello un pezzo di pasta, fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di 2 centimetri e del diametro del testo. Stendere la pasta sul testo arroventato, praticare alcuni forellini con una forchetta e cuocerla da entrambi i lati (la cottura nel camino dura circa 15 minuti). A cottura ultimata, riempire a piacere.

PYTA GYROS (o GYROS PITA)
Il gyros è un tipico panino greco (come ben si potrà evincere dal nome). All'interno di una piadina arrotolata su stessa si trovano carne di maiale, pomodoro, cipolla, patatine fritte (a spicchi e non a fiammifero), la tipica salsa tzatziki. Alcuni al posto della salsa tipica ci mettono il formaggio tipico: il FETA (o la FETA?). Altri confondono questo piatto con il Kebab. In realtà in quest'ultimo piatto (di origine arabo-nord-africana) la carne non è di maiale, bensì di manzo, così come non è presente nè la tipica salsa ellenica, nè la patata fritta. In pratica è un piatto completamente diverso. L'unica cosa che li accomuna è il fatto di essere servito dentro una pizzetta arrotolata (tipo paidina) per comditù nel 'taking-away'.

Salza TZATZIKI (pronuncia zaziki con zeta aspre)
Ingredienti:
Una tazza e mezza di yoghurt naturale colato,
2 cetrioli medi,
4/6 spicchi d'aglio grandi,
4 cucchiai d'olio,
pochissimo aceto,
sale.
Preparazione:
Grattate i cetrioli in una grattugia a buchi grandi o tagliateli molto sottili col tagliaverdure. Colateli, strizzateli bene e salateli. Aggiungete l'aglio tritato finissimo, l'aceto, lo yogurt e mescolate. Infine versate l'olio. Se volete, spolverizzate lo tzatziki con paprica e decoratelo con olive.
Note di variazione:

Se lo volete più piccante aggiungete altro aglio o mandorle (o nocciole) pelate e tritate fini.

Info recuperate da: www.cosacucino.it, www.cookaround.com, www.zanteisland.com, mjillla.splinder.com, www.perugiaonline.com.






















postato da smeerch alle ore 16:17 | permalink | commenti (5)

domenica, 18 luglio 2004
 
Ed ecco una ricetta turca...
Dolma - Foglie di vite e riso
Per 4 persone:
24 foglie di vite, 1 cipolla piccola, 3 cucchiai d'olio, 1 etto di carne d'agnello macinata, 2 etti di riso, il succo di 1/2 limone, una manciata di uvetta, un pizzico di cannella, una manciata di pinoli, sale e pepe.

Lessate per pochi secondi le foglie di vite in una casseruola d'acqua salata.
Scolatele e stendetele ad asciugare su un panno.
Levate parte della costola centrale.
Tritate la cipolla e fatela soffriggere con due cucchiai di olio, unite la carne e il riso, fatelo insaporire un attimo e versatevi circa quattro decilitri d'acqua e il succo di limone.
Fate cuocere per una decina di minuti, aggiungete l'uvetta ammollata e scolata, la cannella, aggiustate di sale, pepate, unite i pinoli e finite di cuocere fino a che il liquido di cottura si sarà assorbito.
Suddividete questo composto nelle foglie di vite e arrotolatele chiudendole con uno stecchino.
Mettete gli involtini in una teglia unta col resto dell'olio, versateci poca acqua, chiudete col coperchio e fateli cuocere a fiamma bassa per circa venti minuti.
Accomodateli sul piatto di portata e servite











postato da elianto alle ore 19:48 | permalink | commenti (2)

venerdì, 09 luglio 2004
 
Metti una sera a cena con la Lobby
(quale lobby?)


Non vi annoiero' con i racconti di tutte le cose buone che ho mangiato in Turchia, visto che pur essendo una buona cucina internazionale con una netta impronta locale, non e' stato certo il mio ideale di "esperienza antropo-gastronomica"....
Quindi passo subito al racconto della serata di ieri in compagnia della misteriosissima Lobby Romana, incubo dei ristoratori ed enotecari capitolini.
Passavo infatti del tutto casualmente per via dei Banchi vecchi, nuovi o semiusati, quando ho nottato uno strano assembramento...erano alcuni dei piu' noti memembri della lobby che, assetati e accaldati, imploravano la gentilissima sommelier Kana, del ristorante Il Pagliaccio, di farli entrare per dare refrigerio ai loro corpi e alle loro ugole...
Per un generoso caso, passava di li' un famigerato enotecaro che ha l'abitudine di girare sempre con qualche magnum, qualche superdistillato e giusto un paio di bocce di sciampagn nel portabagali..
per fortuna, lo chef Anthony Genovese si e' commosso che ha anche accettato di cucinarci qualcosa di semplice, cosi' su due piedi...Insomma, per farla breve, ecco il resoconto della serata con i commenti "bollicinari" a cura della PremiataDitta Prolet&Master (pare sia stato realizzato anche un video, ma il Professore ci ha assicurato che tutto sara' messo a tacere, e noi ci fidiamo dei suoi metodi, aahhhh??!?!):

Appetizer detto anche "mamma che fame che c'ho":

Involtino di gamberoni con mousse di melone
ottimo il saporito gamberone avvolto in un fiore di zucca epoi negli spaghettini cinesi fritti, meno convincente la mousse... comunque, ancora una volta Genovese ha creato un piatto che fa sorridere a mangiarlo... e soprattutto a vedere gli altri magiarlo, rigorosamente ( e forzatamente) con le mani!

Cazals Cuvèe extrabrut sa cuvèe di 1/3, 1/3 e 1/3, grande freschezza ed ampiezza in bocca ma estremamente piacevole, forse un pò "corto" , ma ad un extra brut, non si può chiedere di più eccezionale aperitivo.
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Crostata di farina di ceci, spuma di baccalà, tonno a crudo, peperoni arrosto
forse il piatto piu' riuscito nel complesso, a mio parere l'unica pecca e' che le consistenze tutto sommato simili di ceci e baccala facevano si che si perdessero un po' i sapori, s enon altro avrei messo sotto la crostatina di ceci, piu' consistente, invece del baccala' che si "schiacciava" ad ogni forchettata

Josè Michel josè michel carte blanc sa: un prodotto base. 60% chardonnay 40% meunier, prodotto semplice ma corretto, champagne vecchio stile freschezza e note lievitose
Cazals Carte d'Or cazals carte d'or sa: stessa cosa del cuvèe vive, ma dosaggio più dolce che ne allunga la persistenza gustativa e la consistenza.

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Calamaro ripieno confit con pane e pinoli, crema di melanzane

adoro i calamari ripieni, e con questo ripieno, poi!! !una crema vellutata, in cui spiccavano pinoli ( e mandorle, credo) croccanti e il sapore affumicato della provola. Ottimi la crema di melanzane, la caponatina e il pomodorino ripieno, meno significativo lo sformatino al semolino

De Sousa de sousa caudalies sa: un nome, una garanzia. prodotto in voga e richiestissimo, cuvèe di 1/3, 1/3 e 1/3 è un vecchie vigne molto ampio dal fruttato al floreale alla crosta di fomaggio estremamente elegante.

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Spaghetti di Gragnano, aglio,olio, peperoncino, pomodoro fresco, involtino d'agnello al profumo d'origano

ma come, degli spaghetti al pomodoro?? si, ma che sapore!!!! a parte la pasta di Gragnano (ottima, qualcuno ha avuto a che ridire, credo che al massimo abbia risentito un po' del fatto che il piatto fosse stato preparato per 13 persone e servito con i conseguenti tempi tecnici...), credo di non aver mai trovato una tale nettezza di sapori in un piatto di un grande chef..certo, devo ancora assaggiare gli spaghetti al pomodoro di Pieragelini! L'involtino era ottimo, dal ripieno leggermente dolce, ma in effetti era un po' "troppo" come accompagnamento.... sarebbe stato un ottimo secondo piatto!

Aubry Nombre d’or 1998: Pinot nero, pinot mrnier, chardonnay per il 60%, il resto formentau, arbanne, petit meslier, enfumè. Molto solido corpo pieno acidita forte , limone verde, rosa, mughettouna leggera nota di vaniglia, in bocca una sensazione di brioche.

Sadi Malot v.res sa. No comment. Assemblaggio di vecchie annate tenute in legno (pièce bourgignonne) anche per 6-8 anni, presa di spuma per 5 anni. Complesso le note vanigliate sono leggere e integrate la freschezza è viva, buccia d’arancia lievito ma anche nocciola tostata leggera
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Costoletta di vitello impanata, pomodori verdi fritti, chutney di pomodori

ottimi i pomodori verdi, tenerissima la carne, mentre mi hanno lasciata indifferente il chutney e la patata fritta servita a guarnire il piatto

ledru s.a.: pinot nero al 95%, di una zona non troppo violenta (valle della marna), rustico quanto basta, ma di grande soddisfazione, in affinamento la rusticità lascia spazio ad una maggiore raffinatezza L’acidità è da blanc de noir di razza.
lallement, 100% pinot nero della motagna di reims (Verzenay), un’acidità decisamente netta, lo stile è intenso e vinoso con note di pompelmo rosa intriganti.

Cornetto con gelato al limone

il gelato era molto fresco (anche grazie al netto sentore di menta..o era lemongrass?), ma non mi ha entusiasmato il piatto in se'...

Variazione di albicocca
un dessert eccezionale: sorbetto all'albicocca, crostatina, cialda croccanta con albicocche disidratate e soprattutto, le straordinarie albicocche al timo.
Perfetto l'abbinamento con lo Champagne. Un applauso a Marion Litchee, che appena sentito il nome delle bollicine, ha subito deciso il dessert da realizzare!

Aubry demisec 1/3 1/3 1/3 , elegante e con una sensazione dolce e morbida spiccata, aromi di dolce lievitato e rosa.

A fine pasto un Krug 1988. E ho detto tutto!



























































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lunedì, 05 luglio 2004
 

I Butteri

I Butteri
p.zza regina Margherita, 28 - Roma
tel. 06.8548130

Ottimo ristorante/bisteccheria/pizzeria.
Vivamente consigliata la bistecca fiorentina. 1 Kg di carne al sangue a 35 euro. Molto saporita, tenerissima e scottata solo sulle due superfici esterne, viene servita ricoperta di sale grosso su di una piccola piastra nera rovente. Al suo fianco delle buone patate al forno ed una ciotolina di fagioli (che sanno forse un po' troppo di cipolla). Deliziosi dolci fatti in casa. La porzione di panna cotta è davvero abbondante e viene servita ad una temperatura perfetta (nè ghiacciata, nè calda) ricoperta da fiumi di cioccolato amaro liquido.
1/2 Fiorentina + 1 panna cotta = 22 euro.
1/2 Fiorentina + 2 bicchieri di Morellino di Scansano = 22 euro.
Nessuna spesa per il coperto nè per il servizio.

Locale con aria condizionata situato a 500 m. circa dal Policlinico, in zona Fiume/Parioli/Trieste.








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