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sabato, 29 maggio 2004
 

POST IT - I SALOTTI DEL PATRIARCA - CHIUSI - di Muccapazza28

La celebre coppia Federico Fellini e Giulietta Masina adoravano soggiornare nelle suite dall'atmosfera ricca di stucchi e damaschi della Villa il Patriarca; una villa patrizia risalente al diciannovesimo secolo riportata agli antichi splendori nella più fedele e nobile peculiarità dell'epoca, a Chiusi, nel cuore dell'antica civiltà etrusca.

Tra l'esclusività imponente dei diversi salotti, passeggiando leggiadri su gli antichi lucernai, secondo l'etimo toscano, che lasciano intravedere l'antica bottaia, che all'occorenza, fungeva da passaggio segreto, si giunge, tra ornamenti con lambris e boiserie, al Ristorante i Salotti.

Uno chef, Salvatore Quinto. Un 37enne pugliese che ha fatto della tecnica il suo più grande cavallo di battaglia e sopportato dalla sua grande conoscenza della "sua" materia prima, assolutamente eccezionale, ha saputo varcare magistralmente la soglia dei sapori verso la maestra via del gusto.

Assaggiando Le Ginestre......

La tagliata di tonno con gambero croccante, cipolle rosse e indivia allo zafferano della Val D'Orcia.
Un incredibile cromatismo di colori in un mix assoluto di eleganti ed equilibrati sapori, l'uno alla ricerca continua dell'altro.
Una tagliata di tonno dalla carne rossa e ricca di grasso, il burro in bocca che si sgioglieva lasciando dietro di se quel sapore dolciastro che da li a poco si sarebbe unito al gambero croccante rivestito da esili fili di patate croccanti, la cipolla rossa brasata e l'indiva allo zafferano, completavano come un colore ad acquerello una vera tavolozza di sapori e colori.

I pansotti all'avena con gamberoni all'origano fresco e zenzero in agrodolce.
Ancora una sconvolgente partita giocata sugli equilibrati sapori del dolce salato, tanto da ricordarami la cucina di Giancarlo Perbellini.
I pansotti, non casualmente, erano stati realizzati con l'avena che è il cereale con più alto tenore di grasso e la sua farina è utilizzata come d'appoggio in pasticceria e non a caso, erano rpieni di un macruro dal sapore dolciastro. A completare questa piccola opera di pasticceria del primo piatto un ginger allo zenzero.

Le pappardelle alle erbe rustiche con sugo di coniglio abragiato e olive taggiasche.
Dopo due piatti di sorprendente e semplice creatività, una piccola concessione ai sapori più veri del territorio circostante.

La scottiglia di pesci, scampi e bietoline in brodo ristretto di vitello all'aceto di mare.
La scottiglia è un tipico piatto toscano che prevede o la carne o il pesce ma in questa versione, stranamente, sembrerebbe che il mondo marino e quello terragno si siano fusi assieme percependo in crescendo dove finisse un mondo ed iniziasse l'altro.

Il lombo d'agnello con piramide di legumi brasati e riduzione all'aceto balsamico.
Un contrasto divino tra la cottura dell'agnello ed il suo rivestimento croccante ai semi di sesamo bianchi e neri. La riduzione al balsamico tradizionale conferivano la giusta marcia alla piramide di legumi brasati.

Il Gelato al latte di capra gratinato con zucchero di acero su salsa all'abbamele.
La degna conclusione di una cucina dai livelli veramente molto alti, oserei dire che qualcuno certe volte coglie fischio per fiasco....ma La Passione di Mucca, riporta la riluttanza sulla maestra via......

Mucca
































postato da muccapazza28 alle ore 02:44 | permalink | commenti (4)

giovedì, 27 maggio 2004
 
Martedi sera, dopo mesi di preparativi sotterranei e loschi traffici di scaimpagn e ciambelline, la temibile Lobby Romana ha tenuto al sua riunione periodica all'Osteria di San Cesareo. A bordo della ormai mitica MASTER CAR, cinque loschi figuri dai nomi eloquenti - Gatto, Outsider_62, O' Professore, MASTER e la sottoscritta, altro che le Iene e mr. brown - hanno raggiunto il pacifico e ignaro borgo dove li attendevano in trepidante ansia - era la fame... - il BOss (Prolet), e l'Uomo infiltrato nel sistema dei media, Fustigator, detto anche l'Astemio.
Molte e molte cose, assai pericolose e d'importanza strategica per il futuro della lobby e della gastronomia tutta, sono state dette, ma soprattutto molto si e' mangiato, grazie alle cure della Sora Anna:
antipasto della casa con ricotta, salamella, finocchetto in pastella, polenta fritta, coratella co 'le cipolle, trippa e facioli e trippa al pesto, per cominciare.
Du assaggini ma proprio due di pasta al sugo di castrato, gricia e matriciana tanto pe' gradire, mentre io mi mantenevo sul delicato con una zuppa di cicoria e baccala' scappato.
Abbiamo poi accettao il sacrificio in nome delle ragioni lobbyste di un povero montone con le spezie e il cumino con sughetto da scarpetta, le guance al Cesanese (ma che bestia era, che c'aveva du' guance come du chiappe della Marini?!??!) e naturalmente un tocchetto di animelle fritte che nun glie si po' ddi de no...
Visto il prolungarsi dei lavori e la fatica che stremava i presenti, abbiamo dovuto far ricorso a doppia razione di ciambelline e amaretti, mentre qualcuno dimostrava il suo attaccamento alla Causa ordinando anche il tiramisu banana e fragole.
A bagnare il tutto, diversi vinacci come Le Cupole di Trinoro, Vigna del Vassallo, un Kurni 2001 e una malvasia puntinata del lazio piu' qualche distillato...
Da sottolineare, l'unico bicchiere concessoci di un rarissimo uvaggio di merlot e sangiovese chiamato Il Vassallo Cupo, o anche Le Cupole del Trinoro.
A notte tarda, la riunione si e' conclusa con quello che ormai e' diventato il rituale di commiato della lobby, ossia la condivisione di un pecorino stagionato 18 mesi che ha lasciato ad ognuno di noi (alle nostre dita in particolare) un ricordo indelebile della meravigliosa serata








postato da elianto alle ore 23:18 | permalink | commenti (6)
 

Ladies&Gentleman,

la ELIANTO Production è lieta di presentarvi la Mucca più actual dell'etere!!!! Nessuno può competere con lei a scovare chef emergenti, e clamorose sole gastronomiche

postato da elianto alle ore 18:22 | permalink | commenti (4)
 
POST IT - LOCANDA DELLA TAMERICE, LA CASA DI IGLES CORELLI -
by Muccapazza28



Petroselium crispum. Galium odoratum. Chenopodio ambrosoides. Thymus herbabarona. Borago officinalis. Rumex scutatus. Caltha palustris……
quando l’uso delle erbe diventa un sottile e colto gioco fatto di sapori inediti e accostamenti inusuali, dove nel piatto, quasi per magia, si riscopre quel sorprendente mondo fatto di erbe fresche ed aromatiche, di spezie e di fiori.



Un sorprendente viaggio fatto di colori, profumi e sapori…..l’estate, sta per arrivare ad Ostellato.



Filetto di triglia con fave, caviale, arancia candita, tortino di riso allo zafferano e salsa al vino rosso.

Triglia di scoglio che fin dall’antichità era apprezzata per l’ottima e delicata carne accompagnata da altretante delicate primizie primaverili, le fave, verdi, croccanti. Il caviale, dal grigio color acciaio, sprigionava un aroma intenso dal finale lunghissimo, una vera esplosione di mare, incredibilmente bilanciato dal tortino di riso allo zafferano. Un piatto ricco, colorato, divertente, da gustare nei molteplici abbinamenti, una tavolozza di sapori dal sorprendente equlibrio.

Ed è solo l’inizio di una sorprendente cucina……



Gnocchi di patate con basilico e dragoncello, gamberi e fondente al pomodoro.

Un piatto estremamente mediterraneo, gli gnocchi ricordano come forma le patate Bamberger Hornele, un’antica varietà tardiva lunga e dalla polpa gialla e soda dal gusto straordinario, com’è straordinario, che gli gnocchi semplicemente accompagnati da basilico e dragoncello siano l’unico filo conduttore che legasse il dolciastro del gambero all’acidità del pomodoro, ma con una sottile ed impercettibile marcia in più. Fuori campo, lontano dai singoli ingredienti, il pepe sprigionava sottilmente tutto il suo aroma.



Tortino di alici ripieno di maltagliati al nero di seppia, pane all’arancia in salsa ai fiori di zucca e fiori di borragine.

Ancora un piatto complesso, ricco d’ingredienti ma con le alici a far da padrone nei i sapori, penso.

Zitto zitto, ho pensato male. Una, due, tre forchettate…..non riesco a fermarmi, l’alice è leggermente marinata e con i maltagliati si sposa divinamente ma man mano che scendo verso il centro del piatto ecco la sorpresa….il pane al gusto d’arancia, a riequilibrare l’intensità dei sapori la salsa ai fiori di zucca che con il loro gusto neutro, ribilanciano nuovamente il sapore del palato, un simpatico viaggio di sola andata che è iniziato dal gusto speziato delle foglie dei fiori di borragine che ricordano tanto il sapore del cetriolo fino al gusto aspro dell’agrume, chiedendomi, senza alcuna riluttanza, come possa aver fatto un alice ad esser finita su di un albero di arance che si erige su di un campo cosparso di fiori di borragine…..



Millefoglie di pastafillo e piselli con filetto di San Pietro, spinaci e pancetta con polenta all’aneto.

Una gustosa millefoglie con all’interno i piselli far da scudo croccante ad uno dei pesci appartenenti alla specie ittica più pregiata. Un pesce dalla carne bianca, soda e incredibilmente gustosa, arricchita dallo spinacio che è avvolto in sottili sfoglie di saporita pancetta scottata in padella. E fin qui penso tutto bene ma le sorprese son sempre dietro all'angolo e non avevo ancora fatto i conti con l’incredibile polenta al gusto di aneto. In bocca sembrava grano allo stato puro eppure le tenere punte d’aneto gli davano un aroma leggermente aspro e un gusto diverso da tutte le altre erbe, anche dall’anice e dal cumino, che vagamente lo richiamano.



Beccaccia rivestita in sfoglie di patate su marmellata di cipolle rosse e cialda croccante al sesamo.

L'amata cacciagione di Igles e che cacciagione….Si tratta di un vero piacere da puro gourmet culinario sempre più raro, visto che gli esemplari di questo volatile sono in continuo calo, a testimoniarlo, il piombino ritrovato nella mia tenera e gustosissima carne……..



Bavarese di sambuco con fiori di sambuco e salsa di fragole all’anice varnelli.

Dopo aver mangiato i fiori bianchi e lattiginosi del sambuco, dal profumo aromatico e dall’intenso gusto zuccherino………non credo che l’orto del mio vicino avrà l’erba più verde.

Parola di Mucca.




















































postato da elianto alle ore 18:20 | permalink | commenti (5)

mercoledì, 26 maggio 2004
 

Salve a tutti sono un nuovo simpatico e delizioso utente, mi chiamo Muccapazza e vorrei tanto pascolare in questa vallata.

Di che dobbiamo parlare?!

Ciao Ciccini,

Mucca

postato da muccapazza28 alle ore 02:13 | permalink | commenti (8)

lunedì, 24 maggio 2004
 

Panzerotti pugliesi

Spizzico ci deve le royalties!

PANZEROTTI PUGLIESI

- ingredienti per l'impasto -
1 Kg. di farina 00
70 g. di burro
20 g. di olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
1 panetto di lievito di birra

- ingredienti per il ripieno -
2 barattoli di polpa di pomodoro a cubetti
800 gr. di mozzarella o di scamorza fresca

Mescolare tutti gli ingredienti per l'impasto con del latte fino a formare una massa morbida. Se occorre, aggiungere dell'acqua tiepida per rendere più lavorabile l'impasto.
Far lievitare per 2 ore. Preparare il ripieno tagliando a dadini la scamorza fresca (colante latte) e mettendo la polpa di pomodoro in un colino. Fare attenzione affinché il pomodoro perda quanta più acqua possibile e la scamorza rilasci il latte/acqua in eccesso. Dividere la massa lievitata in piccoli pani da 50 g. circa. Far lievitare ancora per un'altra ora.
Stendere con un matterello i piccoli pani fino a formare dei dischietti di 15 cm di diametro. Poggiare sui dischetti il preparato per il ripieno (scamorza + pomodoro scolato). Richiudere i dischetti a formare una mezzaluna, facendo pressione sui bordi con i polpastrelli. Friggere in olio extravergine d'oliva ad altissima temperatura. A frittura ultimata poggiare i panzerotti caldi su della carta assorbente per eliminare l'olio in eccesso. Servire tiepidi.

Alcuni preferiscono aggiungere al ripieno dell'origano.
Da notare la presenza in moltissime rosticcerie/pizzerie della versione al forno. I panzerotti tradizionali, però sono quelli FRITTI!













postato da smeerch alle ore 16:34 | permalink | commenti (2)

mercoledì, 19 maggio 2004
 

Il week end scorso sono stata a Dublino con la MiaAmicaVale, e ringrazio smeerch per non avervi fatto sentire troppo la mia mancanza. Ora cerco di rimediare la mia latitanza degli ultimi tempi, raccontandovi un po' delle cose che io e la MAV ci siamo scofanate nella verde irlanda.
Non che sia un Paese famoso per la sua cucina, ma noi abbiamo trovato pane per i nostri denti.

Prima di tutto, va citato il te' con gli scones, tradizione a dir la verita' britannica ma amata anche a Dublino per mia gioia: burrosissimi dolcetti a meta' tra un biscotto e una brioscina, con le uvette, che vanno tagliati a meta' e mangiati spalmati da burro e marmellata, possibilmente alle fragole!

 

A colazione, pranzo e cena, magari per accompagnare l'ottimo salmone irlandese che non sono riuscita ad assaggiare se non rubandone un morso alla MAV, troverete il SODA BREAD,

 

un pane senza lievito e con molti cereali, che ricorda un po' lo smugbrot (si dice cosi?) svedese e a dir la verita puzza un po' (di che? esistono varie opinioni tutte molto suggestive: becchime per uccelli, granaglie, pesce affumicato, mangime per pesci!).
Nei pub dove abbiamo mangiato abbiamo assaggiato soprattutto ottima carne - su tutti il tacchino arrosto caldo nel sandwich da Bewleys, la sala da te-torrefazione-tavola calda sulla fighetta Grafton Street, che e' una vera istituzione in citta' e dove sono dei ladri ma paradossalmente tutto e' molto buona tranne il caffe'!
Poi onion rings, patatine fritte, una Irish Apple Pie che si potevano pure tenere, le salsicce piu grandi di dublino in vendita da una specie di take away aperto tutta la notte proprio all'angolo dopo il nostro albergo a Temple Bar (che pero' non abbiamo avuto il ..fegato di provare all'una di notte!), il caffe'-cappuccione del Burtler's Chocolate Cafe' che viene servito con una pralina a scelta tra tutte quelle presenti, da quella ripiena all'Irish Coffee fino a quella con crema ai frutti di bosco, e tante, tante patate fatte in tutti i modi. In realta' pero', a parte i BOXTIES,

delle specie di crepes di patate imbottite di tutto e di piu' mangiate alla Gallagher's Boxty House dopo il nostro Musical Pub Crawl, la piu' grande risorsa gastronomica di Dublino e dell'Irlanda intera e' senza dubbio la Guinness







postato da elianto alle ore 23:21 | permalink | commenti (7)

lunedì, 17 maggio 2004
 

www.Nijirain.com

Nippo-cuisine

Una decina di ricette di ispirazione giappone, con tanto di illustrazioni, sull'ottimo www.nijirain.com.

 

postato da smeerch alle ore 15:43 | permalink | commenti (9)

venerdì, 14 maggio 2004
 

8 italians do it better.

"La Revue du Vin de France", la più autorevole guida francese ai vini mette 8 cantine italiane tra i Top100.

L'articolo di Repubblica.it che ne parla.

postato da smeerch alle ore 15:48 | permalink | commenti (5)

mercoledì, 12 maggio 2004
 
POMODORINI CONFIT
Rubo la ricetta di gatto, in attesa di ritrovare quella di Alfonso Iaccarino..

Tuffare i pomodori in acqua bollente per pochi istanti, scolarli nel ghiaccio, spellarli, privarli dei semi e dividerli in 4 (come petali).

Asciugarli bene.

Condirli con zucchero e pochissimo sale (facoltativo aggiungere erbe aromatiche e/o pepe nero).

In forno a 70/80 gradi per circa 3 ore (naturalmente tempi e temperature dipendono dalle prestazioni del forno - il mo forno ad esempio funziona poco: ha l'ansia da prestazione).
Tra l'altro su questo punto ci sono varie scuole di pensiero: c'è anche chi li fa a 100 gradi per un'ora e venti minuti.

Una volta sfornati, li si può servire come guarnizione di vari piatti, anche tagliati in piccoli pezzi. E' un ottimo contrappunto per le triglie, funziona bene anche in piatti con baccalà, mozzarella di bufala, minestra di broccoli e arzilla, alcuni dessert. Naturalmente le variabili sono infinite, basta non abusarne.

In un barattolo, sotto extravergine, si conservano per qualche giorno.

















postato da elianto alle ore 11:02 | permalink | commenti (6)