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venerdì, 19 marzo 2004
 

Oggi è San Giuseppe e stamattina ho preparato le zeppole napoletane

seguendo la ricetta di Annalisa Barbagli sul sito del Gambero Rosso...però diciamo che il risultato non è stato proprio quello sperato... Prima di tutto, dalla descrizione della ricetta mi aspettavo di riassaggiare (ehm..avrei fatto un piccolo sgarro alal dieta, per una simile goduria..) le zeppole che faceva mia nonna quando eravamo piccole, a carnevale però invece che a San Giuseppe (ricordo che inziavo a sognare qualche settimana prima...che crudeltà...perchè certe cose così buone si fanno solo in determinati periodi dell'anno ? si dovrebbero mangiare tutti i giorni! ma forse, è anche per questo che sono così buone!!). E poi, è che porprio non riuscita a dargli la forma a "nocchetta" che dovrebbero avere, anzi non sono proprio riuscita a lavorare la pasta come indicato nella ricetta e solo dopo aver aggiunto parecchia farina sono riuscita a "creare" delle pallozze di pasta che ho gettato nell'olio bollente... solo che essendo troppo spesse sono restate un po' crude all'interno...pare che il risultato sia stato comunque commestibile (io non le ho assaggiate, ma i miei colleghi le hanno finite...) Comunque, a scanso di equivoci, ho comprato anche qualche bignè ripieno di crema!!

Io comunque vi do la ricetta:

Antiche zeppole napoletane

Ingredienti per 6 persone:
250 g di farina; 1/2 bicchiere di vino bianco; 1 pizzico di sale; 2 cucchiai d’olio extravergine d’oliva.
Olio di arachide per friggere; 200 g di zucchero semolato mescolato con un cucchiaio di cannella.

Mettete 500 cc d’acqua in una piccola casseruola a fondo pesante, unitevi il vino e il sale e mettetela sul fuoco.
Quando nell’acqua si formeranno le bollicine, prima che si alzi il bollore, ritirate la casseruola dal fuoco e versatevi, tutta in una volta, la farina setacciata.
Mescolate energicamente con un cucchiaio di legno quindi rimettete la casseruola sul fuoco moderato e, sempre mescolando, lasciate cuocere per quattro o cinque minuti, fino a quando l’impasto si staccherà dalle pareti raccogliendosi a palla.
Ungete abbondantemente con l’olio d’oliva un piano di marmo, rovesciatevi la pasta e lasciatela raffreddare.
A questo punto, lavoratela con il matterello, ripiegandola più volte su se stessa e pestandola fino a quando sarà diventata liscia e molto elastica.
Staccate un pezzetto di pasta e, rotolandola con le mani aperte, ricavatene dei lunghi rotolini del diametro di un cm scarso.
Tagliateli a pezzetti di circa 15 cm e chiudeteli premendo le due estremità formando delle ciambelline oblunghe.
Via via che sono pronte, adagiatele su un largo foglio di carta da forno e, una volta finito il lavoro mettete sul fuoco la padella dei fritti e riempitela a metà con l’olio.
Quando l’olio sarà ben caldo, adagiatevi tre zeppole alla volta e lasciatele cuocere un paio di minuti per parte, fino.
A metà cottura, bucate le zeppole in due o tre punti con uno spiedino sottile e quando saranno ben gonfie e dorate, tiratele su con una forchetta e deponetele su un doppio foglio di carta da cucina.
Passatele nel miscuglio di zucchero e cannella e servitele calde o tiepide.

La pasta delle zeppole, avendo scarsa coesione, risulta un po’ difficile da modellare.
Per facilitare il lavoro, potete mettere la pasta in una tasca da pasticceria munita di bocchetta liscia da 8 m e formare le ciambelline sulla carta da forno.























postato da elianto alle ore 13:33 | permalink | commenti (18)

mercoledì, 17 marzo 2004
 

Una cena da leccarsi i baffi

LA ZUPPA DI PESCE DI GATTO

ieri sera, finalmente, siamo riusciti ad organizzare una grande serata culinaria da me... il mio amico Gatto, abile chef, come ogni felino che si rispetti va pazzo per il pesce, ed è anche bravissimo a cucinarlo! Era da tempo che mi aveva promesso la sua zuppa di pesce e ieri finalmente l'ho assaggiata! del risultato vi parlo dopo, prima vi racconto i segreti che ho rubato allo chef...
Dunque, avevamo a disposizione (grazie a Gatto che si è svegliato all'alba) del bellissimo pesce fresco: 2 scorfani, 2 triglie, 1 seppia, gamberi e gamberoni rossi, e lupini di mare...
Dopo aver pulito il pesce (operazione molto simpatica, soprattutto per lo scorfano..), gatto con il suo Global ha privato i pesci delle teste, con cui ha fatto un bel fumetto..., intanto, nel wok ha soffritto scalogno, alloro e rosmarino con dell'olio siciliano....dopo un po', ha aggiunto le seppie tagliate a pezzetti e, quando iniziava a cuocere, i pomodori privati di pelle e semi e tagliati a tocchetti e... una bella grattuggiata di buccia d'arancia !!! quando il tutto era a buon punto di cottura ha aggiunto il fumetto (a cui a sua volta, aveva aggiunto qualche pistillo di profumatissimo zafferano..) nell'ordine: lo scorfano (che a 3/4 di cottura è stato levato e da me sfilettato,e poi rimesso in pentola, per mangiarlo più comodamente), poi le triglie (che una volta cotte vanno levate e tenute da parte, altrimenti stracuociono) aggiungendo ovviamente il fumetto. In una padela a parte, ha poi fatto aprire i lupini (spurgati nell'acqua e sale) con aglio e olio, e poi ha dato appena una "scottata" ai gamberi in un'altra padella rovente (segreto dello chef: con una cottura veloce ma ad alta temperatura, il gambero non stracuoce e rimane consistente, ma non duro...) aggiungendoli poi nel wok per un attimo.
A questo punto, non restava altro da fare che servire nei piatti, con crostini di pane al forno e i lupini (metà sgusciati, metà nel guscio) a completamento del piatto...
Che dire... meravigliosi i gamberi rossi, così come quelli "normali", delicata la triglia, saporito e carnoso lo scorfano, buoni i lupini, un po' sacrificata forse la seppia che si perdeva tra l'aroma inebriante dello zafferano e il retrogusto della buccia d'arancia appena percettibile.. certo, gran merito va al pesce fresco, ma l'armonia, la leggerezza, al delicatezza dei sapori che si univano tra loro nel brodetto appena rosato,impalpabile eppure saporitissimo, così diverso dalla "classica" zuppa di pesce con cui magari condire gli spaghetti (mentre qui urge provare l'accostamento con un buon cus cus!)non ci avrebeb più fatto smettere di mangiare, un cucchiaio-un crostino, un cucchiaio-un crostino...Accompagnando (chi poteva) con un Cannonau rosato di Loi.
eppure, alla fine eravamo così pieni che abbiamo appena assaggiato la zucca alla griglia e i pomodori ripieni (ehm... fatti da me, troppo salati!!!colpa delle acciughe sott'olio..).
Però pare che Gatto abbia apprezzato il mio millefoglie destrutturato con la crema pasticcera fatta con la ricetta della nonna!
Che dire...
complimenti allo chef!!!











postato da elianto alle ore 13:36 | permalink | commenti (14)

martedì, 16 marzo 2004
 

Linguine con pomodorini secchi, mandorle, menta e origano

difficoltà: facile
tempo: 30 minuti
calorie: 510 a porzione

ingredienti per 4 persone:
250 g. di linguine,
10 pomodori secchi sott'olio,
100 g. di mandorle pelate e tostate,
origano,
50 cc di succo d'arancia,
olio extravergine d'oliva,
sale.

In una ciotola di servizio riunite i pomodori a pezzetti, i capperi dissalati, le mandorle tostate, la menta, un pizzico di origano, 2 cucchiai di olio, il succo di arancia, sale e mescolate per amalgamare. Fate cuocere la pasta in acqua bollente salata e scolatela al dente. Versatela nella ciotola con il condimento, mescolate bene e servite completando a piacere con caciocavallo ragusano a scagliette.
(da "Io donna" del 6 Marzo 2004)











postato da smeerch alle ore 14:05 | permalink | commenti (3)

domenica, 14 marzo 2004
 
Ieri e' stata una giornata gastro-impegnativa... a dire il vero , io ho cercato di tener fede alla dieta, e per la prima meta' della giornata ci sono anche risucita, assaggiando solo un po' di zuppa di ceci neri, verdure (cicorie?) e seppie e un po' di insalata... ma la sera, proprio non sono riuscita a resistere alle tentazioni..... cena da Giuda ballerino!,
interessante ristorante romano che offre una cucina creativa ma non estrema, con ottime materie prime e buona tecnica a prezzi piu' che ragionevoli per la qualita' offerta... e poi, volete mettere cenare circondati dalle tavole dei migliori fumettisti italiani, serviti da un sommelier simpatico e professionale ( e anche con un'ottima memoria....) e soprattutto in compagnia di alcuni tra i piu' fissati, maniaci , (poco) riluttanti gastronomi in circolazione? Insomma, una piacevole serata...
ecco il menu, da paura:
benvenuto dello chef: mousse di ricotta tiepida con cozze e succo d'arancia, piatto strepitoso! A legegrlo l'abbianmento potrà sembrare starno, ma vi giuro che era buonissimo, forse la cosa migliore della serata...riproverò a farlo a casa!
Polpetta di tonno con mousse d'aglio e cavolfiore al prezzemolo, buona, servita con un Cabochon 1999 (ma perche' mi piacciono tanto le bollicine?!?! povera me...)
Baccala', crema di patate, spuma di latte e scalogni glassati, una sorta di spuma (ma troppo liquida e diluita, se non ci fosse stata la crema di latte che copriva anche il sapore del baccalà dando un tono troppo "lattoso" al tutto lo avrei preferito) servita in un bicchierino, presentazione che mi piace molto. Cedo e sorseggio anche un goccio di Trebbiano Valentini 2000. Poi arriva la pancetta di maiale viterbese brasata con gocce d'aceto balsamico tradizionale di Modena e latte di mandorla, abbinamento gia' molto discusso a suo tempo e che non convince appieno nessuno ...
Dopodiche', visto che il menu era un po' scarno, lo chef ci fa una sorpresa ( in realta' vivamente richiesta da alcuni fanatici del cabochon che non volevano rinunciare all'abbinamento con il Cabochon che con mia grande gioia ritorna nei nostri bicchieri...) , un assaggio di cacio e pepe...
Da questo momento, passiamo ai piatti "seri": risotto alla carbonara con lardo valdostano (buonissimo!), uovo di quaglia, pecorino di fossa e animelle.
Anche se non avrei mai pensato di essere capace di ingurgitare un uovo di quaglia, questo piatto era cosi buono (il migliore della serata dopo la mousse di ricotta...) che l'ho mangiato tutto!!!!! Ottimo l'accostamento tra il riso - cotto alla perfezione - il lardo e l'uovo che rompendosi amalgamava il tutto... e buono anche l'Hoffstatter- S. Urbano 2000, pare l'unico Pinot Noir decente fatto in Italia, che forse non sara' stato l'abbinamento migliore per il risotto, ma a me e' piaciuto parecchio, e mi e' sembrato il vino piu' "interessante" della serata.
Certo che ci si sono messi d'impegno, a mettere in difficolta' lo chef nel preparare dei piatti in base ai vini!
Abbiamo proseguito il nostro percorso gastronomico verso l'oblio con i raviolini (mica tanto ini...) di parmigiano con emulsione di tartufo e fegato grasso d'oca, piatto che non e' piaciuto un gran che' (buono il ripieno, ma sbagliate le consistenze: la salsa era lenta e i sapori non si distinguevano, inoltre mancava un contrasto di "texture" tra il ripieno e la salsa.) Beviamo un Montiano del '97.
Segue il carre' di cosciotto di maialino con prugne e lardo, abbastanza insignificante, con un Manuzio 2000.
Stremati, solo alcuni di noi osano addentare il piccione con ciauscolo.
Io, per puro spirito di sacrificio, assaggio, ma devo dire che il tutto risulta decisamente "troppo", soprattutto a questo punto della cena, anche se sento dire che il piccione e' buono...io non sono una grande esperta di questo piatto.
Beviamo il Kurni 2001 (e poi anche un'anteprima del 2002, gentilmente portata dai produttori). Ora io non sono un'esperta (nemmeno di questo), ma questo vino , molto discusso, non mi ha convinto molto... ha un retrogusto dolce che lo rende un po' spiazzante anche se non sgradevole, ma mi sembrava mancasse "qualcosa"... paradossalmente, mi e' sembrato piu' interessante il 2002 nonostante decisamente troppo giovane per essere bevuto e quindi ancora piu' "frutto" (come qualcuno si azzarda a dire, citando un termine poco apprezzato in questi ambienti...).... magari lo riprovo tra qualche anno e vi dico!
Arriva la piccola pasticceria/pralineria, su cui ci avventiamo non perche' abbiamo ancora fame ma perche' e' davvero buona: broccoli e asparagi ricoperti di cioccolato fondente, chicchi di fondente al peperoncino, tartelletta con crema e chicchi al caffe', un'ottima buccia d'arancia non candita ma glassata, alchechengi ricoperto di cioccolato, mini uovo di fondente a meta' con marmellata e rabarbaro (?)...
segue il famoso Cornetto algida dell'Appio Claudio, rivisitazione del famoso gelato con semifreddo di cantuccini e ripieno di ricotta...io salto per limiatre i danni e perche' ne ho un ricordo decisamente troppo "peeeesante", ma pare che lo chef lo abbia rivisto rendendolo piu' equilibrato...che dire, tornero' al Giuda in tempi migliori per dare il mio giudizio!
















postato da elianto alle ore 20:19 | permalink | commenti (7)

martedì, 09 marzo 2004
 

ehm....lo so che sarei a dieta, ma i miei perfidi veri amici continuano a tentarmi...io stoicamente resisto...quasi a tutto!
Dopo essere passata indenne dalla casa del Pol, domenica c'è stata la scampagnata sotto la pioggia a Calcata, grazioso paesino freakkettone pieno di artisti e posti fighetti verso Viterbo...Abbiamo mangiato ai Tre Monti, io mi sono limitata a una buona bistecca con insalata, ma lo spezzatino di cinghiale mi attirava non poco...
E poi ieri.... in teoria mi sarebbe spettata la cena d'ordinanza (lavoro, duro lavoro...) di Antonino Cannavacciuolo ma io e il
fido Gatto siamo restati senza posto a sedere e ci siamo consolati con una cena alla trattoria sarda Il Nuraghe.
Dopo esserci avventati entrambi sul
pane guttiau (pane carasau scaldato in forno e condito con olio, sale e volendo rosmarino..) io mi sono di nuovo "accontentata" di un piattone di verdure miste mentre gatto ha scelto i culunzones (ravioli di ricotta e pecorino) e poi abbiamo proseguito entrambi con il porceddu (o porcheddu) con patate...Molto buono, peccato che ogni singola porzione potesse andare bene per quattro!!!!
Per digerire, una camomilla con fetta d'arancia  e una tisana (e lasciamo perdere cos'altro, per la buona reputazione enogastronomica di gatto...) al bar dei Parioli (ops, com'è che si chiama?!?!)





postato da elianto alle ore 14:07 | permalink | commenti (7)

lunedì, 08 marzo 2004
 

Party con panini

Da parco pranzo dell'impiegato medio metropolitano a riscoperta gourmande e salutista del made in Italy (nel nostro paese si producono, tanto per dire, oltre 200 tipi di pane e 300 salumi). Pret a guster, una due giorni (17/18 aprile) celebrerà per la prima volta in piazza Navona a Roma, il panino in tutte le sue varianti regionali. Con Convegni, momenti di entertainment e degustazioni di prodotti nazionali. Info: tel. 02.20404212.
(da "D" del 6 Marzo 2004 - pag. 272)


postato da smeerch alle ore 17:38 | permalink | commenti (2)

venerdì, 05 marzo 2004
 

giusto per farvi venire un altro po' di fame, pubblico la ricetta delle Zeppole di san Giuseppe, dolce tipico napoletano in occasione di quella che è diventata la festa del papà e la ricetta niente popò di meno che di Ippolito cavalcanti (dal sito www.dolci.it)

Ingredienti

500 gr farina
100 gr sugna o burro
1/2 litro acqua
10 uova
un pizzico di sale
Olio per friggere
300 gr crema pasticciera
Sale
Esecuzione:
Mettete al fuoco l’acqua, il sale e la sugna.
Quando incomincia a bollire, togliete il recipiente dal fuoco, versate di colpo la farina.
Rimettete la casseruola sul fuoco e incorporate bene il tutto, onde formare una pasta consistente, sempre rimestando.
Quando la pasta si staccherà in una sola massa dalla casseruola, spegnete il fuoco.
Aggiungete le uova, uno alla volta, rimestando continuamente la pasta. Lasciate riposare per una mezz’oretta.
Modellate la pasta in forme rotonde su dei fogli di carta oleata spalmata di sugna.
Potete usare la siringa da pasticceria con bocchetta a forma di stella del diametro di circa 3 centimetri.
Versate un poco di pasta nella siringa, premetela sulla carta oleata spalmata di sugna, formando una ciambella dal foro centrale piccolissimo e di circa 10 centimetri di diametro.
Passate ora alla frittura, per la quale occorrono due padelle a diverse temperature.
La prima, che manterrete tiepida, serve solo per lo sviluppo delle zeppola o bignè, che dopo viene messa nell’altra padella con l’olio caldo dove si colorisce.
Tenete presente che le zeppole vanno fritte una alla volta.
Sgocciolate le zeppole biondissime.
Quando si raffredderanno, spolverizzatele con zucchero a velo alla vaniglia, poi ricopritele quasi completamente di crema con al centro un poco di confettura di amarene.
Queste zeppole circolano anche col nome di “bignè” e possono essere cotte anche in forno a temperature moderata, su placche imburrate e molto distanziate l’una dall’altra poiché si gonfiano molto.

LE ZEPPOLE DI IPPOLITO CAVALCANTI
( tratto da: Il grande libro della pasticceria Napoletana)

Le “Zeppole” Di Ippolito Cavalcanti

Miette ncoppa a lo ffuoco na cazzarola co meza carrafa d’acqua fresca, e no bicchieredevino janco, e quanno vide ch’accommenz’a fa lle campanelle, e sta p’ascì a bollere nce mine a poco a poco miezo ruotolo, o duje tierze de sciore fino, votanno sempe co lo laniaturo; e quanno1a pasta se scosta da tuorno a la cazzarola, allora è fatta, e la lieve mettennola ncoppa a lo tavolillo, co na sodonta d’uoglio; quanno è mezza fredda, che 1a può manià, la mine co lle mmane per farla schianà si pe caso nce fosse quacche pallottola de sciore: ne farraje tanta tortanelli come sono li zeppole, e le friarraje, o co l’uoglio, o co la nzogna, che veneno meglio, attiento che la tiella s’avesse da abbruscià; po co no spruoccolo appuntuto le pugnarraje pe farle squiglià, e farle veni vacante da dinto; l’accuonce dinto a lo piatto co zuccaro, e mele. Pe farle venì chiù tennere farraje la pasta na jurnata primma.

















postato da elianto alle ore 14:24 | permalink | commenti (6)
 

Una serata....Peeesante!!!!!

Ieri sera grande cena a casa del Pol ( e che casa!!! ammazza Pol, complimenti, soprattutto per il mega impianto video, l'apparecchiatura superchic con tanto di centrotavola di cruditè per la sottoscritta a dieta...a, ma non erano da mangiare?!?!?).

Comuqnue, è stata una grande abbuffata, per chi poteva: casatiello direttamente da Napoli, Pan canasta, prosciutto tagliato al coltello, olive, mozzarelline, risotto ai carciofi della premiata ditta Pol&Gabriella, parmigiana di melanzane fatta da me, pizza rustica del djtrip e signora, le famose patate di Ros moooolto cipollose, poi sbrisolona con nutella (!), crostata di frutta fatta da Marta sui Cubi (nel senso che mentre la faceva ballava...), strudel della mamma del padrone di casa.... il tutto tra un Brunello del '95 e un Primitivo, un goccetto di crema di whisky e la perfida grappa triminchia!

postato da elianto alle ore 14:03 | permalink | commenti (2)

lunedì, 01 marzo 2004
 
Ultimamente il cibo e' di gran moda... giornali, Tv, radio e anche il teatro....
Putroppo, pero', non sempre si tratta di cose..."buone".
La settimana scorsa per esempio, con il gruppo dei deleteri, siamo andati a vedere uno spettacolo chiamato "Come ti cucino il marito" o una cosa del genere
le premesse erano buone...
commedia grottesca sulle coppie "scoppiate" e la difficolta' dei rapporti uomo/donna, ex e nuova maglie, declinata intorno al cibo...
Peccato che se le attrici erano decenti il protagonista maschile fosse insopportabile e si sia dimenticato meta' delle battute (e quelle improvvisate erano al parte piu' divertente dello spettacolo) e che al di la' dello spunto intrigante, il tutto fosse di una banalita' estrema, insipido all'inverosimile, e che lo spettacolo fosse per di piu' lungo come la cottura di uno stracotto.
Per non parlare del finale assolutamente insulso, che ha fatto sgonfiare il gia' poco entusiasmo come un souffle' venuto male....






postato da elianto alle ore 21:46 | permalink | commenti (7)