troppobuono

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giovedì, 27 novembre 2003
 
bentrovati da Trovato!!! con un po' di ritardo dovuto al tentativo di smaltire il colesterolo accumulato, vi racconto la mia cena' di martedi', al Teatro della cucina. Questa volta era di scena Gaetano Trovato che, per chi non lo sapesse, e' lo chef/patron del ristorante Arnolfo, un posto strafigo nella campagna senese in una villa del '500. Tra parentesi la mattina ho anche avuto il piacere di fare con lui una lezione di cucina!! (per cui, tra poco a qualcuno tocchera' fare da cavia!) La serata e' stata decisamente divertente (anche se mai come quella passata a fare i ladri di polpette...) in compagnia dei "ragazzi del 6 piano", tra cui il caro Gatto, il palato piu f(el)ino che conosca.... bene, vado al sodo e vi racconto cosa abbiamo mangiato ( e se insisto su certi ingredienti.... e' per far rosicare qualcuno ;-)): abbiamo iniziato con un "assaggino" di coniglio farcito di pistacchi di Bronte con zuppa di fagioli zolfini ( che non so perche' si pronuncia con la z come una esse sibilante, sssolfini) , buoni i fagioli, e anche i pomodori canditi sott'olio!!! Poi e' iniziata la cena vera.... petto e coscio di piccione in pasta fillo, con un fico secco conciato e nocciole..... goduriosa la coscetta ripiena di foie gras, che si scioglieva in bocca, da mangiare assolutamente con le mani....! Peccato che le porzioni fossero da secondo, piu' che da antipasto!! Poi sono arrivati i tortelli ripieni di anatra muta (poverella!!!!!) con brodo al Chianti, fette di anatra e il suo fegato marinato.... un'esplosione di trigliceridi!!! Ma erano tanto buoni che siamo ammutoliti pure noi!!! Stremati, abbiamo iniziato a dire che il resto lo avremmo solo assaggiato, cosi', tanto per gustare.... ma poi ci hanno portato la cosa piu' buona della serata: il maialino di cinta senese con la verza croccante e le mele....  io non amo il maiale, ma questo era da bavina alla bocca, secondo solo al porcetto di Barbieri... Tanto per "sgrassare la bocca" (si dice cosi', pare faccia molto trendy...) lo chef ci ha proposto un latticello alla vaniglia con pure' di cachi (che io sono riuscita ad assaggiare e lasciare, meno male che c'e' ancora qualche rarissima cosa, come i cachi, che mi fa schifo da mangiare!!!) Questo, cari miei, si chiama "pre-dessert" ( anche pre-lavanda gastrica...) Perche' poi il vero dolce e' arrivato dopo: si chiamava minimalisticamente "il cioccolato Amedei" ed era una simpatica "variazione" (altre termine moooolto trendy....)sul tema del cioccolato, ovviamente: gelato al cacao amaro, millefoglie (ma veramente, era una foglia sola, anzi due.....) di cioccolato Chuao (che e' una varieta' tra le piu' pure e rare, circa al 90%....)con mousse di marroni, tortina calda (mmmmmmmm!!!!!!!!) al cioccolato con salsa di lamponi e di frutto della passione.... e giusto per non lasciarci cosi', su due piedi, abbiamo chiuso con la piccola pasticceria e le praline (che pero' non erano niente di che...) Stremati, siamo usciti barcollando dalla Citta' del gusto giurando che non avremmo piu' toccato cibo (che non fosse ipersaluare e dietetico) e alcool per un bel po'. be', stamattina eravamo tutti alla Citta' per la presentazione del libro di ~Herve' This (Pentole e Provette, molto carino...) e ad assaggiare i piatti preparati dai ragazzi del corso di chef.....
postato da elianto alle ore 23:00 | permalink | commenti (10)

mercoledì, 26 novembre 2003
 

Due piatti rapidi rapidi
per studenti imbranati
dietro ai fornelli
(per 2 persone)

Trofie al pestoTrofie

Trofie al pesto
250 g. di trofie
50g di pesto genovese
sale grosso q.b
__________________________

Cuocete le trofie in abbondante acqua saltata. A cottura ultimata scolate le trofie e rimettetele in pentola senza la minima traccia di acqua. Aggiungete il pesto e mescolate finchè tutta la pasta sarà condita. E' vivamente sconsigliato tenere la pentola sul fuoco durante il mescolamento.

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Penne rigate

Penne telefonate
200 g. di penne rigate
1 mozzarella
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
1/2 barattolo di polpa di pomodoro
qualche foglia di basilico
sale grosso q.b
sale fino q.b.
__________________________
Cuocete le penne in abbondante acqua salata. Contemporaneamente mettete un cucchiaio d'olio in una padella abbastanza larga da contenere tutte le penne e fatevi rosolare lo spicchio d'aglio tagliato in 2 o 3 grossi pezzi. Togliere dalla padella l'aglio quando inizia ad assumere un colorito dorato, quindi aggiungervi il mezzo barattolo di polpa di pomodoro a pezzettoni. Cuocere per 6/7 minuti circa a fuoco medio. Salare a sufficienza. Un minuto prima del termine della cottura aggiungere la mozzarella tagliata a dadini di circa 1 cm cubo e mescolare di tanto in tanto, facendo attenzione affinchè il formaggio fuso non coaguli in un unico pezzo. Scolare la pasta, non appena raggiunge la cottura ottimale, versarla nella padella e mescolare con il composto. Nel servire a tavola è possibile aggiungere (a piacimento) alcune foglie di basilico sminuzzate con le mani in pezzi grossi.



















postato da smeerch alle ore 16:14 | permalink | commenti (4)

lunedì, 24 novembre 2003
 
Mentre tu preparavi il sartu' di nonna, io mi deliziavo a casa di TheGias con lasagna classica e dolce alle pere e gorgonzola. Cosi' mi sono detta e io? Ed ecco tagliatelle fatte in casa al sugo di panna funghi e tartufo abbruzzese, poi ai sapori cilentani e cassata! Yeah! Peccato mi sia dimenticata dello strato superiore - ooops. Alla fine dopo aver avuto il dilemma del marsala si marsala no (compromesso, acqua, zucchero e marsala assieme) mi sono trovata davanti al ben piu' terrificante prospetto della cassata senza tetto...! Come mettere la glassa e rischiare un'afflosciamento non gradito? Soluzione: i mitici plumcake del mulino bianco tagliati per lungo in tre pezzi ed agagiati sulla crema di ricotta. Aho' e' piaciuta a tutti!
postato da federilli alle ore 16:56 | permalink | commenti (3)

sabato, 22 novembre 2003
 
oggi cucino il sartu' di riso: e' piatto tipico napoletano, "da domenica", che nasce come molti altri piatti dall'esigenza di utilizzare degli avanzi (carne, formaggio, etc..) la mia nonna lo faceva buonissimo, io spero di saper fare altrettanto: allora, prima di tutto si prepara il sugo, con un soffritto di cipolla, poi la passata e le spuntature e le salsicce....si fa cuocere tanto, tanto, tanto, fincge' la salsa diventa ristretta e saporita. A parte si fanno i piselli (in padella, volendo) e le polpettine fritte. Si lessa il riso, si scola e poi si condisce con la salsa, i piselli, e il parmigiano. Si sistema in un ruoto con un po' di salsa sotto, poi uno strato di riso, un po' di polpette, pezzetti di salsiccia, pezzetti di fiordilatte o provola (meglio) o in mancanza caciotta affumicata, e ancora salsa e parmigiano.... contunuate cosi' fino all'ultimo strato che va ricoperto con parmigiano e pangrattato...poi in forno una ventina di minuti!! Qualcuno ci mette anche l'uovo sodo ma secondo me diventa un chiommo. E' ancora piu buono il giorno dopo, magari riscaldato.
postato da elianto alle ore 17:00 | permalink | commenti (6)

giovedì, 20 novembre 2003
 

La ricetta dela Sora Lella

Coda alla "vaccinara"
Tagliare a pezzi una coda di manzo (3Kg.). Rosolare in un tegame la coda nell'olio con un trito di 2 gambi di sedano, 2 cipolle, 2 carote e 2 foglie di alloro, sale e pepe. Mescolare bene, unire 1 cucchiaio di pinoli, 1 di uvetta passita e 5 chiodi di garofano, aggiungere 1/2 litro di vino, far evaporare. Unire il pomodoro (2Kg.), 2 cucchiaini di cannella e l'acqua calda a coprire la carne. Cuocere dalle 2 ale 3 ore. Trascorsa un'ora unire 2 sedani bianchi, serviranno come contorno.
(fonte TrovaRoma - La Repubblica del 20 Novembre 2003)



postato da smeerch alle ore 15:59 | permalink | commenti (8)

mercoledì, 19 novembre 2003
 

Altro lunedì, altra cena alla Città del Gusto. Questa volta era di scena Gennaro Esposito, della Torre del saracino a Vico Equense. Che per me, vale a dire casa...Ok, non sarà proprio Napoli, ma è stato un gran piacere ascoltare gli smadonnamenti in napoletano, una volta tanto ....
Questa volta ho fatto l'imboscata, e quindi in teoria mi sarebbe toccato restare a bocca asciutta , ma..per fortuna ho trovato un degno compagno di merende, anche lui "paesano". Contando sulle sue conoscenze, sulla benevolenza del maitre e del simpaticissimo chef, e soprattutto sulla nostra faccia tosta, siamo riusciti a spiluccare qui e li, armati di forchette e facendoci beccare come ladri di tanto e tanto negli angoli bui della città.... Mentre Gennaro spiegava tutti i segreti del pesce e dei prodotti caseari della Costiera, sotto lo sguardo commosso della gentilissima mamma - intenta a fare
arancini per tutti... - abbiamo assaggiato per voi: divagazione sul tema della pasta (pacchero di Gragnano con tartare di ricciola, burrata con gamberi e ricci crudi, tagliolini al ?), i famosi arancini, il risotto alla lattuga e scorfano in crosta di calamaretti con salsa al limone della costiera, la parmigiana di pesce bandiera con salsa di pomodoro fresco e melanzane, mentre ci siamo fatti sfilare da sotto al naso i ravioli di pescespada (nel senso che il ripieno era DENTRO al pesce spada!!) con colatura di alici e salsa di pomodorini secchi. Ci saremo crudelmente persi anche il ragù scomposto ( un piatto con : tracchiolella, cotica, polpetta, scagliozzo ai broccoli calabresi e una fantastica ricotta infornata, disposti in fila e accompagnati dal ragù vero e proprio e da una riduzione di aceto balsamico e miele di acacia...) ma alla fine, sprezzanti del pericolo incombente, ci siamo intrufolati in cucina e abbiamo rubato almeno una polpetta...rinunciando a malincuore alla "scarpetta" nel ragù. Dimenticavo il dolce, preparato da Vittoria, la compagna di Gennaro: un semifredo al caffè su una base di pasta di datteri, immerso nel cioccolato fondente e soprattutto decorato da delle fantastiche "sculture" di caramello colorato


postato da elianto alle ore 14:17 | permalink | commenti (6)

domenica, 09 novembre 2003
 
Sono tornata oggi da Napoli, dove ho partecipato (cioè, ho faticato...) al 4° Congresso Internazionale di SlowFood. Per l'occasione, è stato allestito a Piazza Plebiscito, (che è bellissima senza macchine parcheggiate come avveniva fino a qualche annetto fa...)un "villaggio dei Presìdi", con stand di degustazione dei vari prodotti tipici (in teoria assaggia, ma a farsi amico il gentilissimo signore del Lardo di Colonnata bastava un bicchiere di vino, e così siamo andati avanti a panini con il lardo per due giorni ) e l'enoteca dei vini campani, allestita proprio sotto i portici di San Francesco di Paola, che non è una cosuccia da niente... io tsavo proprio lì, a distribuire i biccheiri in omaggio con la degustazione, l'unica cosa a pagamento della manifestazione (3 euro per due degustazioni, il bicchiere in omaggio e anche la taschina porta bicchiere di slowfood). Be', io mi sono persa il giovedì, che pare sia stato il giorno più carino: 1000 dlegati SlowFood provenienti da tutto il mondo che sbevazzavano in allegria mentre davanti a loro si offriva "'o per e 'o musso", le caldarroste, le fritture.... insomma, bella storia. Venerdì è stata di fiacca, anche perchè chi è che si va a afre un bel bicchierino di vino alle 3 di un giorno lavorativo? siamo mica in Veneto, anche se il freddo che faceva avrebbe potuto trarre in inganno...comunque, la giornata è passata in compagnia di Alba, una simpaticissima napoletana espatriata a Bra, Angelo, Chiara e gli altri ragazzi dell'enoteca tra cui il profesisonalissimo Luca, che mezza giornata è diventato un esperto sommelier e ha dato il via ai suoi loschi traffici con la pericolosissima triade (quelli del lardo, quelli del Biroldo e quelli del pane di castagne...)E poi sono venuti a trovarmi un po' di amici, non si sa se più interessati a me o al vino ;-). Sabato poi, c'è stato il botto! Tremila bicchieri spariti in poche ore,l'assalto al vino, certo, ma soprattutto ai bicchieri e alle mitiche taschine, divenute un oggetto di culto.... Alle cinque avevamo già terminato le scorte di quelle bordeaux previste per l'occasione, e così abbiamo iniziato a tirare fuori scorte di magazzino con colori, loghi e scritte diverse (alla fine non sapevamo più se eravamo a Napoli, o a Brà, a Cheese2003). Be', non ci crederete, ma ho assisitito alle scene più assurde: c'era chi (pochi) restava colpito dal gentile omaggio, anzi quasi incredulo prima di andare via chiedeva vergognoso "ma veramente posso portarlo via?" e se ne andava tutto contento e orgoglioso.... molti di più, invece, senza alcun ritegno , le provavano tutte: dalla signora in pelliccia che chiedeva una taschina per ogni colore "perchè sono così carine, come si fa a scegliereeee".... al padre di famiglia che la buttava sul sentimentale "c'ho un altro figlio a casa che poi mi piancge tutta la notte se non glielo porto pure a lui...!Poi c'era chi si spacciava per degustatore tutto d'un pezzo "ma come, dovrei degustare due vini diversi con lo stesso bicchiere...???! Santo Tavernello, ma per 3 euro volete pure il soirglace d'argento????!!!!!! Per non parlare di quelli che avevano la taschina gialla, ma appena hanno visto che c'era quella bordeaux hanno chiesto di fare il cambio, che s'intonava meglio con la cravatta, ma poi quella blu forse è meglio perchè sono i colori del Napoli, che me la cambia??? anzi, 'ja, dammene una altra....MA il culmine è stata la signora che, dopo averci provato tre o quattro volte ad ottenere un altro bicchiere in omaggio (alla fine ha pagato 4 biglietti per avere "il servizio" completo, e si aggirava ubriaca per gli stand..) quando noi stavamo sbaraccando tutto ha avuto la faccia tosta di chiedermi, mentre piegavo una banalissima tovaglia a quadri rossi,"ma le tovaglie le regalate alla fine???no perchè è proprio deeeeliiiziosaaaaaaa!! AAAAAARGH!!! Meno male che mi sono rifatta con qualche buon bicchiere di vino
postato da elianto alle ore 22:35 | permalink | commenti (7)

martedì, 04 novembre 2003
 
Questa sera sono andata alla cena al Teatro della Cucina della Città del Gusto del Gambero Rosso. Solo a scirvere tutta sta roba ti passerebbe la fame, e invece il problema è che quando sei lì, la fame ti viene , eccome. Stasera era di scena Bruno Barbieri, che forse non è uno chef telegenico e teleconvincente come Vissani o Beck o altri, ma è molto, molto bravo,e anche simpatico.
E' uno di quelli che si diverte a fare questo lavoro, e si vede. Parla di fretta con quell'accento emiliano che resta nonostante abbia viaggiato in lungo e in largo su navi da crociera e adesso sia nel bel mezzo della Valpolicella. Parla, cucina, si auto-esalta ma senza autocelebrazione (diciamo, con poca...ma quando c'è. evidentemente, è meritata) inebriato dai profumi e dai sapori che si levano dalle padelle. La cosa bella del Teatro della Cucina è che ha un meccanismo quasi subliminale, perchè lo chef è li che cucina davanti a te, e tu senti questi odori incredibili, e ti immagini già le consistenze ed i profumi, ti viene l'acquolina in bocca ed ecco che ti si materializza il piatto sotto gli occhi, assaggi ed è come un sogno che si realizza... Il menù di stasera non prevedeva "effetti speciali" (quei piatti che solo a leggerne il nome ti si raffredda e ti fanno sentire una nullità perchè a te in realtà l'uovo di quaglia col caviale con il tofu con lo zafferano con il piccione con il ragout di semi di finocchio ti fa schifo...)ma direi che il risultato finale era ugualmente da sballo.
Insomma, non che abbia preparato pasta e patate, però si trattava di paitti senza fronzoli inutili, con sapori netti (a volte anche troppo, altre in un equilibrio talmente sottile da rasentare la perfezione) Abbiamo mangiato "Croccante di porceddu, con arrosto di gamberoni in salsa di latte all¹erba Luisa e zenzero" dove in realtà il porceddu era talmente tenero da squagliarsi in bocca, e il sapore dell'intero piatto, con l'erba luisa (o verbena) e l'aceto balsamico (quello vero...) una di quelle cose che non dimentichi più. "Zuppa di patate affumicate con rognone di vitello, capesante e rosmarino": ora, a me rognone e capesante non fanno impazzire anzi, e la zuppa era talmente buona (il segreto sta nella salamoia bolognese...) che l'avrei mangiata così da sola, ma certo la mia naturale schifiltosità non mi ha impedito di mangiarla fino all'ultimo cucchiaio. Abbiamo proseguito con i "Fagottini di cicoria amara in brodo di pecorino con soffritto di funghi shiitake". Non avete idea di come sia il brodo di pecorino? be, non ce la potrete avere finchè non l'assaggiate: praticamente un liquido leggero e impalpabile proprio come il brodino di quando siete malati, però con un incredibile sapore di pecorino Primo Fiore sardo che pervaderà il vostro palato finchè glielo consentirete (e vi assicuro che è molto, molto piacevole); per non parlare dei fagottini con il loro fantastico ripieno . Ma noi abbiamo a malicuore dovuto cedere il passo allo "Spiedo di quaglia in porchetta con guazzetto di lumachine di mare limone e polenta croccante": un piatto che a me ha fatto venire in mente le tavole medievali imbandite e avrei voluto poterlo mangiare con le mani, ancora sullo spiedo, magari vicino a un bel cavaliere ( volete la scena esatta? leggete "Il rumore sordo della battaglia"). OK OK il cavaliere c'era, ma l'armatura dov'era? Abbiamo concluso con "Cannoli alla crema di nocciole con zuppa di mele calda al nocino, stracciatella ghiacciata al¹anice stellato", in cui l'eccezionale gioco di consistenze (croccante-cremoso-granuloso-polposo) era purtroppo sminuito dal mancato spalleggiamento di quello delle temperature (le mele avrebbero dovuto essere calde in contrasto con il gelato). Abbiamo concluso con una piccola pasticceria più divertente che buona (le peschine di pan di spagna uscite dalla memoria d'infanzia dello chef) a parte l'eccezionale mini-brulè ( a cui è stata subdolamente attribuita da un commensale una forma fallica che poco si sposava alla morbidezza del dolcino). Per una volta tanto, sarei stata d'accordo con chi provocatoriamente propone di offrire l'alta cucina senza i vini a "disturbare" i sapori. Che dire? Ora vado a dormire sperando di sognare cavalieri e dame....


postato da elianto alle ore 01:48 | permalink | commenti (2)
 

sensi di polpa
i sensi di polpa sono ovviamente dei sensi di colpa, ma di quelli pesanti. Quelli che ti si piazzano sullo stomaco, e ti impediscono di digerire serenamente tutto quello che la vita ci offre, siano dolcetti o cetrioli. Sono quelli che ti prendono nell'istante stesso in cui raccogli l'ultima briciola di sfogliatella, "che tanto poi a pranzo non mangio" peccato che l'hai detto anche ieri e poi ti sei sbranata un bue intero. O quelli che ti assalgono l'ennesima volta che mandi a quel paese tua madre perchè non sa che cosa sono le cipolle confit o non è capace di mandare sms dal suo nuovo cellulare troppo complicato. O quelli che si insinuano sottilmente nella tua mente quando ti rendi conto che stai facendo esattamente quello che poco tempo prima avevi affermato che tu, proprio tu, assolutamente non l'avresti mai fatto, anzi, li schifi troppo quelli che si comportano così...
Ho bisogno di un buon digestivo



postato da elianto alle ore 01:24 | permalink | commenti (1)

domenica, 02 novembre 2003
 

Hey, non pensavo che aveste assegnato al mio paese questo riconoscimento.
Grazie a nome dell'intera comunità.

Gambero Rosso, ecco gli Oscar
qualità/prezzo del 2004
(www.repubblica.it - 13 Ottobre 2003)

ROMA - Come di consueto, la Guida del Gambero Rosso assegna accanto ai premi "Tre forchette" per i migliori ristoranti italiani, anche i cosiddetti Oscar qualità/prezzo per quei locali che si sono particolarmente distinti per l'ottimo rapporto tra i menù offerti e il conto a fine pasto. "Dote" particolarmente apprezzata da tutti, clienti ma anche operatori del settore, specie in un anno in cui le polemiche sull'aumento spesso sconsiderato dei prezzi ha accesso (giustamente) molte polemiche. Per il 2004 il Gambero premia con la statuetta qualità/prezzo 20 ristoranti, 18 dei quali in provincia.
Vediamoli:

Antichi Sapori
Andria [BA]

La Maschera
Avellino
Risorta Locanda del Castello
Bojano [CB]
Marsupino
Briaglia [CN]
Verderamo
Castello Cabiaglio [VA]
Al Becco della Civetta
Castelmezzano [PZ]
La Bandiera
Civitella Casanova [PE]
L'Osteria di via Castello 33
Fagagna [UD]
Trattoria dei Tacconotti
Frascaro [AL]
Vigna del Mar
Monopoli [BA]
Antica Trattoria dei Mosto
Ne [GE]
Da Marchesi Ristorante del Turista
Novafeltria [PU]
Il Portico
Orco Feglino [SV]
La Tana degli Orsi
Pratovecchio [AR]
Hostaria De Mendoza
Rende [CS]
Le Ninfe
Roma
Osteria Dei Tre Cantù
Serle [BS]
Sale e Pepe
Stregna [UD]
Il Gatto Mammone
Terni
La Pergola
Vezza d'Alba [CN]

P.S.: per la precisione, il ristorante "Antichi Sapori" si trova nella frazione "Montegrosso" ad una quindicina di Km da Andria.














































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